venerdì 21 giugno - Aggiornato alle 01:21

Fiom Terni chiama Thyssen: «Ast strategica ma siamo solo ad un accordo transitorio»

Prosegue il dibattito Lavoro-Ambiente, Cipolla: «In nome della sostenibilità i lavoratori hanno rinunciato a pezzi di salario»

di M. R.

«Le prospettive di Ast sono quelle di un sito siderurgico che consolida i risultati ottenuti con l’accordo del 2014, conferma i volumi produttivi di liquido, fa investimenti per renderlo sempre più compatibile e sostenibile sul versante della qualità, dell’efficienza e dell’ambiente. Ma è evidente che al termine di questo accordo transitorio ci aspettiamo vi sia un investimento serio di Thyssenkrupp su Terni». Questo l’intervento del segretario Fiom Cgil di Terni Claudio Cipolla all’indomani del tavolo ministeriale. All’iniziativa di venerdì pomeriggio ha fatto il punto sulla trattavita, confermando sostanzialmente quanto anticipato da Umbria24 in vista del nuovo summit di mercoledì 12 giugno.

Ast A confermare l’accorciarsi delle distanze tra azienda e sindacati è il numero uno della Fiom nazionale Gianni Venturi: «Avanzamenti significativi, la situazione si sbloccherà». «Strategicità, competitività e sostenibilità delle produzioni rientrano nel tris per cui il sindacato si batte – ha detto Cipolla – e sull’Ambiente una volta per tutte mettiamo fine a questo dibattito politio strumentale per cui l’uno escluede l’altro e viceversa. Nessuno ci dica che il sindacato nel tempo non ha fatto la sua parte perché se i lavoratori hanno sacrificato parte del loro salario è anche per questioni ambientali».  All’evento anche un riferimento ai temi Salute e Sicurezza: «L’ambiente di lavoro in Ast è nettamente migliorato e di certo ha contribuito il protocollo voluto dalle organizzazioni sindacali».

Ambiente Sull’impatto dell’acciaieria sulla città, un medico del lavoro al tavolo ha detto: «Nessuno ha risposte. Chi dice di averne lo fa in maniera strumentale» e ha fatto sapere che «i livelli di cromo e nichel rilevati nelle urine di un campione di operai è uguale a quello di chi non vi lavora». Dal confronto sono emersi con forza i già noti limiti del progetto scorie: Antonio Iannoni, ricercatore nel campo dei materiali e del riciclo, ha messo in evidenza il mercato del prodotto finito da costruire, il quantitativo di scorie trattate nettamente inferiore a quelle prodotte in totale, la vita della discarica della quale non è stimabile la fine nonché una rivoluzione culturale nell’utilizzo di materiali da riciclo che è solo agli albori. Ma senza dubbio il progetto Tapojarvi è un inizio: «Lo spostamento della rampa scorie e la copertura – ha detto l’ingegnere Luca Proietti di Arpa – è un toccasana per la polverosità che investe Prisciano. Terni – ha aggiunto – è tra le città più monitorate d’Italia e su Ast c’è un’attenzione particolare. I dati sono alla portata di tutti». Più romantico il dirigente Regionale allo sviluppo economico Luigi Rossetti che chiamato dal giornalista Gigi Scardocci a intervenire sulle politiche industriali ha detto: «La siderurgia non è un settore come un altro e in Umbria abbiamo la fortuna di conoscerlo. L’acciaio è l’archetipo della manifattura, del lavoro dell’uomo e il fatto che sia così sentito è un valore. Strategicità vuol dire che la società e la nostra economia non possono esistere senza».

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