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giovedì 21 ottobre - Aggiornato alle 15:49

Filctem Cgil in Treofan per riaccendere un faro sulla chimica a Terni

Assemblea organizzativa nella fabbrica chiusa e ferma dopo l’abbandono da parte della multinazionale Jindal

Sullo sfondo dell’assemblea organizzativa di Filctem Cgil Terni, inevitabilmente, i fatti di Roma, citati in apertura, dalla segretaria territoriale Marianna Formica, e in chiusura, per bocca di Silvia Asoli, della Filctem Cgil nazionale: «Attaccando la nostra sede nazionale hanno attaccato la casa delle lavoratrici e dei lavoratori, un luogo che è testimonianza di battaglie e impegno – ha detto nelle sue conclusioni  – ma la reazione che in questi giorni abbiamo visto è straordinaria e sono sicura che sabato a Roma, alla manifestazione di Cgil, Cisl e Uil, vedremo una risposta ancora più forte, compatta e coesa per il lavoro, la partecipazione e la democrazia».
Treofan «Abbiamo scelto di svolgere la nostra assemblea organizzativa in un luogo fortemente simbolico come la Treofan, oggi chiusa e ferma dopo l’abbandono da parte della multinazionale Jindal, per mandare ancora una volta un messaggio chiaro sull’urgenza di un intervento delle nostre istituzioni, non solo per questa vertenza, che vede ancora 130 lavoratori in attesa di conoscere il proprio futuro, ma per fare del tema delle delocalizzazioni una grande questione nazionale sulla quale intervenire al più presto». Lo ha detto Marianna Formica, segretaria generale della Filctem Cgil di Terni, aprendo la conferenza d’organizzazione del sindacato ternano dei lavoratori della chimica, del tessile, dell’energia e della manifattura che si è svolta appunto all’interno del capannone industriale le cui attività sono completamente ferme e dove regna un silenzio quasi surreale. L’appuntamento sindacale – al quale sono intervenuti numerosi delegati dei posti di lavoro, il segretario della Camera del Lavoro provinciale, Andrea Corpetti, la segretaria della Cgil regionale Stefania Cardinali e Silvia Asoli, per la Filctem Cgil nazionale – è stata dunque un’occasione per ribadire la necessità di un intervento normativo di carattere preventivo: “La proposta di legge che si sta elaborando per contrastare le delocalizzazioni da parte delle multinazionali non può contenere soltanto un sistema di multe e sanzioni postume – ha rimarcato Formica – è necessario dare maggiore rilievo al ruolo d’intervento dello Stato in economia e al contempo verificare la solidità dei piani industriali delle imprese, con un controllo continuo e approfondito, dando rilievo alla partecipazione dei lavoratori».

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