mercoledì 5 agosto - Aggiornato alle 03:30

Ferrovie, in arrivo 583 milioni per l’Umbria: «Lì i soldi per completare la Fcu»

Nel giorno della ripertura tra Città di Castello e Perugia c’è l’ok del Parlamento al Contratto da 13 miliardi con Rfi: ecco come saranno usati

Un treno della ex Fcu (foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri

Ci sono 583 milioni di euro per lo sviluppo e l’ammodernamento delle ferrovie umbre in mano a Rete ferroviaria italiana, da spendere da qui al 2021. Ed è in queste risorse che la Regione ha già chiesto di inserire il rifacimento della tratta Sud della ex Ferrovia centrale umbra.

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Ex Fcu La notizia dell’approvazione da parte delle commissioni parlamentari del ‘Contratto di programma 2017-2021 – Parte investimenti’ tra ministero delle Infrastrutture e Trasporti e Rfi arriva proprio nel giorno della riapertura della tratta Nord, tra Città di Castello e Ponte San Giovanni. Una giornata, a suo modo, simbolica del nuovo corso. Certo, una ripresa a ritmo lento. E non tanto per l’afflusso di pendolari e studenti, buona secondo i dati giunti in Regione, ma per la velocità ridotta dei treni, costretti al limite dei 50 km/h per la mancanza del dispositivo di sicurezza Ertms, sistema di controllo a standard europeo, che qualificherà la rete regionale non solo come interconnessa ma anche come interoperabile. Quanto ci vorrà ad averlo? Parecchi mesi, ma l’imminente passaggio della gestione da Busitalia a Rfi, che dovrebbe avvenire entro inizio 2019, potrebbe far accelerare anche i treni di qualche decina di chilometri orari.

FCU: ECCO PERCHE’ A 50 KM/H

Da Perugia a Terni Sul piatto, tuttavia, la partita per dare un senso compiuto alla ex Fcu è il rifacimento completo fino a Terni, il che darebbe modo di allacciarsi alla rete nazionale e tagliare i tempi di percorrenza tra Perugia e Roma. Servono quasi 90 milioni se è vero che per la tratta Nord se ne sono spesi 63 e l’intero ammontare del preventivo di Rfi per tutta la Fcu era di 150. Ecco che lo sblocco del Contratto di servizio potrebbe davvero rendere fattibile l’avvio dei cantieri da Perugia in giù. Il governo Gentiloni aveva compiuto il primo passo, inserendo la tratta Sud tra le opere strategiche. A mancare erano i soldi. Ora ci sarebbero i 583 milioni. Una cifra “teorica” nel senso che mancano alcuni passaggi. «Dopo il via libera da parte delle Camere – spiega il ministero dei Trasporti in una nota – ora il contratto sarà sottoscritto dal Mit e da Rfi e, successivamente ad un Decreto di approvazione e alla sua registrazione da parte della Corte dei conti, entrerà in vigore».

FOTOGALLERY: I BINARI RIMESSI A NUOVO

A cosa serviranno I 13 miliardi e 259 milioni di euro del Contratto di programma serviranno, spiega il Mit, «per potenziare tratte, metterne in sicurezza altre e, in generale, per garantire a tutti coloro che usano il treno per viaggiare un servizio eccellente, degno di un Paese civile». In particolare, 1,958 miliardi verranno usati per interventi in sicurezza ed adeguamento ad obblighi di legge; 688 milioni di euro per l’ammodernamento tecnologico della dotazione delle linee e degli impianti ferroviari; 6,887 miliardi per interventi a supporto del traffico pendolare; 36 milioni per la valorizzazione delle ferrovie minori; 1,029 miliardi per il miglioramento dei collegamenti con porti, terminali ed adeguamenti prestazionali assi merci; 2,661 miliardi di euro per lo sviluppo dell’Alta capacità.

Ripartizione tra regioni Entrando nel dettaglio degli investimenti per lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie che verranno fatti regione per regione, il nuovo contratto di programma stanzia nuove risorse aggiuntive pari a 2,80 miliardi per interventi in Sicilia; 1,88 miliardi per interventi su opere ferroviarie in Piemonte ed in Valle d’Aosta; 1,87 miliardi in più per interventi in Veneto; 1,77 miliardi per gli interventi in Liguria; 1,38 miliardi per interventi in Lombardia; 1,29 miliardi per quelli in Campania; 1,15 miliardi per quelli in Trentino Alto Adige; 590 milioni per quelli nel Lazio; 674 milioni in Emilia Romagna; 296 milioni in Abruzzo; 369 milioni in Basilicata; 466 milioni in Calabria; 199 milioni nelle Marche; 205 milioni di euro in Friuli; 298 milioni in Molise; 561 milioni di euro in Puglia; 583 milioni in Umbria; 721 milioni di euro per interventi in Toscana; 270 milioni in Sardegna. Si tratta, nel dettaglio, di risorse che, in alcuni casi – prosegue la nota -, si riferiscono ad opere sovraregionali il cui importo, dunque, viene computato in tutte le zone interessate da quella specifica infrastruttura.

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