domenica 17 febbraio - Aggiornato alle 18:53

Fermata Ast, lavoratori: «Incapacità aziendali gravano solo su di noi»

Scarso portafoglio ordini, stop impianti e Rsu Fiom Cgil: «Nessuna strategia, pessime relazioni». Filipponi: «Accelerare su videosorveglianza camini»

 

Due fermate prolungate e molto ravvicinate non sono un buon segnale, neppure se l’azienda guadagna 98 milioni di euro in un anno. Questo il messaggio che circola per i reparti dell’acciaieria di Terni ormai prossimi allo stop: «Lo stabilimento siderurgico Ast, come più volte denunciato e messo in evidenza da parte del sindacato – scrive oggi la Rsu Fiom Cgil – verte in uno stato di difficoltà. La limitata produzione di febbraio dimostra da un lato problemi di ordinativi e dall’altro una volontà precisa di scaricare sui lavoratori questa situazione, facendo pagare ai soliti noti le criticità gestionali aziendali». Tutti coloro che non hanno ferie, andranno in cassa integrazione.

Acciaieria di Terni «Di certo pesa lo stato di recessione del Paese e la crisi che ancora attraversa i settori produttivi – scrivono ancora i lavoratori sindacalisti -, tuttavia, per quello che ci riguarda, oltre allo stato di difficoltà del mercato c’è un problema di strategie di Ast ed è questo che porteremo all’attenzione del governo. Non è accettabile che, dopo la scadenza dell’accordo siglato al ministero quattro anni fa, la proprietà metta in campo scelte che vanno verso un indebolimento del sito siderurgico. Non c’è chiarezza sulla strategia commerciale, sulle prospettive, sul portafoglio ordini dei mesi futuri, sull’utilizzo impianti e sull’organizzazione del lavoro. Ma mix produttivo, manutenzioni, attività lavorative e via dicendo non possono essere un optional per un’azienda complessa come Acciai Speciali Terni». Nel frattempo dal Mise una nuova convocazione, stavolta estesa a tutte le sigle sindacali.

Ast al Mise il 13 febbraio La situazione dipinta genera ovviamente forti preoccupazioni: «Non è possibile che questa azienda, nascondendosi dietro la crisi, non assuma impegni precisi nella gestione complessiva del sito. Il fatto che l’8 gennaio 2019 l’Azienda abbia assunto l’impegno di formulare una proposta rapida per il rinnovo del contratto integrativo aziendale e che, ancora ad oggi, non ci sia nemmeno la convocazione, è l’esempio lampante di un modo di fare teso a prendere tempo, senza affrontare le questioni e dare risposte precise ai lavoratori. In questo contesto il sistema di relazioni che dovrebbe essere costruttivo e finalizzato a superare le difficoltà presenti, attraverso la partecipazione dei lavoratori, è fragilissimo. Gli annunci e i buoni propositi ormai non tengono più. Serve chiarezza di strategia, e risposte certe e concrete sulle questioni da troppo tempo aperte».

Camini videosorvegliati Nel frattempo continuano a tenere banco le questioni ambientali che animano i tavoli della politica: «Il gruppo consigliare del Partito Democratico – dichiara il capogruppo Francesco Filipponi – si aggiunge alla condanna espressa dalle altre forze di minoranza in merito al rinvio in commissione, da parte della Lega e delle forze politiche del centrodestra, dell’atto di estrema urgenza dopo l’ennesima fuoriuscita anomala di fumi, inerente l’adozione di un sistema di videosorveglianza utile a monitorare la dispersione di polveri non captate, provenienti dai punti d’emissione del polo siderurgico. Ciò poteva servire ad una interlocuzione necessaria anche dopo l’aggiornamento dell’autorizzazione integrata ambientale di Thyssen. I nostri cittadini e la loro salute non possono permettere tanto superficialità della politica. E’ ormai chiaro che il centrodestra preferisce impegnare la quasi totalità del tempo delle sedute del consiglio comunale e della sua attività amministrativa su questioni veramente fondamentali per la città di Terni, come il posteggio delle biciclette, il grado di pulizia delle vetrine dei negozi purtroppo sfitti, la caccia ai mendicanti, i ragazzi che vanno con lo skaite, la facciata del palazzo di via del Vescovado, la collocazione del Thyrus, lo stile da adottare per le potature degli alberi. Pochissimo interesse a trattare temi fondamentali, ad iniziare da quello dell’ambiente e del ruolo di Ast nelle dinamiche ambientali. Dal canto nostro ci impegneremo insieme alle altre forze politiche di minoranza a chiedere l’immediata discussione e il ritorno in consiglio dell’atto che  ha come obiettivo per tutti i camini dell’acciaieria l’attivazione della videosorveglianza, affinché si possa avere un controllo visivo costante, non demandando il rilevamento delle anomalie alle immagini raccolte da passanti o da chi abita a ridosso dell’impianto siderurgico. Invitiamo questa amministrazione a tutelare la salute dei cittadini con iniziative reali, concrete, che in otto mesi non si sono assolutamente viste.  Ribadiamo la necessità di una rinnovata sinergia con il mondo dell’industria ad iniziare dalle Acciaierie, in tempi più stringenti, che possa portare a nuovi progetti per la città nell’ottica della riduzione delle emissioni. Riteniamo infine la necessità di passare  a provvedimenti che mirano a diventare più strutturali, al fine di assicurare ai ternani una qualità ambientale e della vita migliore ed indirizzare il sistema economico e produttivo verso un modello di crescita sostenibile. Il sindaco, la giunta, la Lega,  attivino il loro governo nazionale affinché invece di tagliare risorse a Terni, come ha fatto nel caso dei 12 milioni e mezzo del piano delle periferie, preveda inteventi mirati e finanziati per il risanamento ambientale e l’adeguamento delle tecnologie industriali».

 

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