sabato 25 maggio - Aggiornato alle 17:05

Faurecia Terni, 15 operai trasferiti alla Koenig Metall fino alla fine di luglio

Riduzione mercato Maserati e Alfa Romeo, volumi e fatturato -25%, Rsu sottoscrivono l’accordo proposto dall’azienda

Gli stabilimenti Faurecia

di Mar. Ros.

Sottoscritta nel pomeriggio di mercoledì un’intesa tra vertici aziendali Faurecia Terni e Rsu di stabilimento. I delegati sindacali metalmeccanici hanno accettato il trasferimento temporaneo di 15 operai, con contratto a tempo determinato, all’azienda Koenig Metall di via Luigi Casale; il tutto per far fronte all’attuale crisi del settore automobilistico e in particolar modo alla riduzione dei volumi produttivi di marmitte per i marchi Alfa Romeo e Maserati. I trattamenti salariali saranno gli stessi alla Koenig di Gino Timpani, ex amministratore dell’ex Zeuna starker (poi Arvin, Emcon e oggi Faurecia), tuttora proprietario dell’immobile in cui opera Faurecia. Per i quindici la nuova esperienza comincerà lunedì 18 marzo e terminerà il 31 luglio, quando dovrebbero rientrare nel sito della francese, in via Bruno Capponi. Nulla esclude che possano invece essere assorbiti dall’azienda fornitrice. Nel frattempo per gestire la riduzione del budget Faurecia sta facendo ricorso alla Cassa integrazione ordinaria tagliando i carichi di lavoro.

Intesa sindacale «Con questo accordo non si è voluta perdere l’opportunità della continuità occupazionale di un certo numero di lavoratori altrimenti non garantita – commenta il segretario Uilm Simone Lucchetti, da sempre il meno ottimista di tutti sulla partita – ma l’intesa evidenzia ancor di più la necessità di un piano industriale teso a dare una prospettiva». Quando servirebbe uno scatto in avanti per adeguarsi ad un mercato dell’automobile che peraltro sempre più tende all’ibrido e all’elettrico, Faurecia appare infatti appiattita sulla sola piattaforma Fca (Fiat-Chrysler) e prevede di non tornare a vedere la luce prima della metà del 2020.

Presto un nuovo incontro Recente infatti la dichiarazione dei vertici del sito di Terni ai sindacati di una contrazione del fatturato del 25%, legata alla crisi del settore, e del rischio di licenziamento per 14 lavoratori; dieci operai e quattro impiegati, per i quali non si esclude un incentivo all’esodo che, stando alle prime indiscrezioni, potrebbe però essere di pochissime decine di migliaia di euro. Tutti i numeri sono da confermare, tra ferie forzate e accesso agli ammortizzatori sociali la situazione è ancora tutta da definire, tanto più ora che forse è inaspettatamente è arrivata la proposta di accordo subito accettata.

Faurecia Terni Per il resto stando a quanto hanno riferito i sindacati in assemblea nella giornata di martedì, l’azienda di Maratta non avrebbe tracciato alcun progetto che ne garantisca il proprio futuro, tanti i dubbi e poche le prospettive insomma. La data del giugno 2020, indicata come quella di una possibile ripresa, sarebbe legata infatti ai piani di Fca, senza che vi sia, da parte dei vertici della francese che produce marmitte, una strategia tesa ad aggredire altre piattaforme. Dalle organizzazioni sindacali, all’indomani delle partecipate assemblee dei lavoratori, nessuna comunicazione ufficiale, ma secondo quanto riferito a Umbria24, queste in sostanza chiedono alla società di diversificare la produzione, perché se in un domani più o meno lontano si compierà la rivoluzione elettrica delle auto, il mondo non saprà più cosa farsene delle marmitte e allora – questa la sfida – perché non prepararsi già da ora offrendo al mercato altre componenti auto. In attesa di un nuovo vertice col responabile della produzione, intanto, i sindacati hanno mandato un messaggio agli apicali: «Il futuro di un’azienda non si scrive certo con la sola riduzione dei costi del personale, servono investimenti e Ricerca».

@martarosati28

 

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