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martedì 24 maggio - Aggiornato alle 17:41

Fattorie Novelli, soluzione Eurovo vicina ma è allarme occupazione: «Fare in fretta»

Aperto tavolo di confronto in Regione ma scatta operazione ammortizzatori sociali col coinvolgimento del Governo

Fattorie Novelli, sciopero davanti ai cancelli

Eurovo entrerà nel possesso dei capannoni tra la metà e la fine di febbraio 2022, con l’intenzione di avviare l’attività alla fine del 2022 ma sui tempi pesa la difficoltà di reperire le materie prime per cui non è scontato che i lavori di ristrutturazione saranno ultimati entro fine anno. Tra stagionali non rinnovati e lavoratori a tempo indeterminato che stanno per terminare ogni tipo di ammortizzatore sociale però, è allarme occupazione e reddito. Eurovo ha manifestato il proprio interesse nei confronti sia di Alimentitaliani che di Fattorie Novelli, nelle prossime settimane ufficializzerà il passaggio in modo formale.

Fattorie Novelli «Accelerare su tutto l’iter nell’interesse della salvaguardia occupazionale e reddituale dei lavoratori coinvolti». Questo – come sottolinea Paolo Sciaboletta di Flai Cgil il monito delle organizzazioni sindacali al tavolo aperto martedì pomeriggio in Regione, per affrontare la questione. Di fronte all’assessore Michele Fioroni, presenti le Curatele di Fattorie Novelli e Alimentitaliani con i propri avvocati, i rappresentanti di Eurovo con i propri legali, i sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil e le Rsa del gruppo. Proprio i rappresentanti dei lavoratori hanno messo bene in evidenza che il 31 marzo gli ammortizzatori sociali a disposizione per i lavoratori (ormai interamente impiegati sul sito di Spoleto in quanto Casalta è attualmente fermo) giungeranno al termine. «Nei mesi passati, nonostante le numerose richieste di incontro fatte, per capire a livello tecnico come gestire questo problema, le curatele – denunciano i sindacati – non hanno trovato il tempo di fissare un incontro. I contratti dei lavoratori stagionali, molti dei quali erano occupati presso Fattorie da più di 10 anni, non sono stati rinnovati nonostante i nostri numerosi tentativi per un loro reinserimento. Come sostenuto dai lavoratori stessi durante l’incontro si contano ormai i cadaveri, a livello psicologico i lavoratori sono esasperati da più di 10 anni di incertezza. Martedì si è vista finalmente la disponibilità della curatela a un dialogo con Eurovo e a trovare delle soluzioni che consentano la vendita dell’intero ramo uova e il mantenimento della filiera».

Eurovo Nell’iter avviato a palazzo Donini è previsto il coinvolgimento dei ministeri, Sviluppo economico e Lavoro proprio per far pfronte a emergenze di reddito col venir meno delle forme cuscinetto disponibili per le agricole: «La nostra speranza e quella dei lavoratori – dichiarano i sindacati – è che non sia troppo tardi». Sarà riconvocato un tavolo a stretto giro il 16 febbraio, sempre presso la Regione. L’obiettivo resta il mantenimento dell’occupazione, la rifuzionalizzazione e valorizzazione della filiera. E ovviamente la ricerca di sostegno economico vale solo per l’emergenza: «Non cerchiamo solo ammortizzatori sociali – dichiarano le sigle di categoria – ma un piano industriale e di investimento serio che dia prospettiva e futuro ai lavoratori. In questo processo auspichiamo di essere protagonisti e partecipi per il bene dei nostri rappresentati».

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