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mercoledì 27 gennaio - Aggiornato alle 20:49

Fattorie Novelli, il giudice respinge la richiesta di concordato

Sciolta la riserva sull’istanza depositata a metà dicembre, ora il futuro è davvero un’incognita. Sindacati chiedono pagamento tredicesima

di C.F.

Il giudice del tribunale di Terni, Luciana Nicolì, ha respinto la richiesta di accesso al concordato preventivo presentata dall’amministratore unico di Fattorie Novelli, l’avvocato Maurizio Salari. L’istanza depositata negli uffici giudiziari ormai più di un mese fa era stata discussa lunedì, ma il magistrato si era riservato la pronuncia che è arrivata mercoledì. Non c’è spazio, dunque, per ammettere alla procedura l’azienda con 150 lavoratori, prevalentemente donne, che produce uova a marchio Ovito. E ora le sorti di Fattorie Novelli e dell’intera filiera delle uova distribuita tra Spoleto e Amelia è davvero un’incognita.

Fattorie Novelli, respinto il concordato I sindacati, già dopo l’udienza di martedì per il concordato, erano tornati alla carica di Salari e del curatore fallimentare di Alimentitaliani, Fernando Caldiero, chiedendo il pagamento della tredicesima mensilità a prescindere dalla decisione che il giudice avrebbe preso sull’ammissibilità alla procedura, ma anche indicazioni chiare sui tempi entro quali sia Caldiero che il curatore del Gruppo Novelli, Marco Bartolini, intendono procedere alla pubblicazione di un bando di gara. All’orizzonte, intanto, nell’arco di due settimane ci sono altri appuntamenti in tribunali: il primo è per l’istanza di fallimento presentata da una società fornitrice di energia elettrica che deve recuperare da anni oltre 100mila euro, l’altra l’asta sui capannoni di Casalta (Amelia) dove vengono allevate le galline. Passaggi, questi, entrambi cruciali per le sorti di Fattorie Novelli, della produzione Ovito e soprattutto dei 150 lavoratori.

@chilodice

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