Currently set to Index
Currently set to Follow
sabato 26 settembre - Aggiornato alle 02:32

Export, tonfo da inizio anno: caduta dell’automotive, ma crescono chimico e farmaceutico

I dati da gennaio a giugno: -14,6 per cento. I settori più colpiti: automotive e tessile. Ma da maggio-giugno già segnali di ripresa

Merci pronte per essere spedite

di Iv. Por.

Una caduta del 14,6% dell’export in Umbria da gennaio a giugno, ovviamente dovute alla crisi per il Covid-19 e al lockdown, ma con segnali di recupero negli ultimi due mesi del periodo. Sono gli ultimi dati resi noti dall’Istat a fotografare l’andamento di uno dei settori chiave dell’economia regionale, che interessa le imprese più dinamiche.

I numeri Il calo del 14,6% su base tendenziale, cioè raffrontando il primo semestre di quest’anno con quello del 2019, si traduce in una perdita di 313 milioni di euro passando da 2 miliardi e 146 milioni a 1 miliardo e 833 milioni di merce esportata. La quota umbra sul dato nazionale resta sempre dello 0,9 per cento. La perdita percentuale è più forte per l’export verso i Paesi extra Ue (-16,3%) che verso quelli europei (-13,5%).

C’è chi ha guadagnato Guardando ai comparti, in termini percentuali, il calo maggiore è il -41,1% degli apparecchi elettrici, seguiti da computer e apparecchi elettronici (-37,8%) e mezzi di trasporto (-35,2%). Il tessile fa registrare un -20,3%, i mobili -20%, il manufatturiero -14,7%, i minerali da cava -14,1%, i prodotti agricoli -11,5%, alimentari e tabacco -7,8%. In controtendenza, come era facile supporre, i prodotti farmaceutici e medicinali che hanno quasi raddoppiato le esportazioni (+85,5%), ma anche prodotti in legno, carta e stampa (+7,5%) e il chimico (+7,2%).

Numeri delle Regioni Chiaro, fa notare l’Istat, che a pesare sul dato sia soprattutto il secondo trimestre dell’anno, che nel Centro ha visto una contrazione del 23,1%, mentre il dato del semestre è -15,3%, quindi peggiore di quello umbro. Nei primi sei mesi dell’anno, la flessione tendenziale dell’export interessa quasi tutte le regioni italiane ed è più ampia per Basilicata (-36,8%), Sardegna (-35,3%) e Valle d’Aosta (-31,0%). Le performance negative di Piemonte (-21,2%), Lombardia (-15,3%), Veneto (-14,6%) ed Emilia-Romagna (-14,2%) spiegano i due terzi della flessione su base annua dell’export nazionale. Solo il Molise (+30,2%) e la Liguria (+3,7%) registrano, nel confronto con il primo semestre 2019, una dinamica positiva dell’export. Nei primi sei mesi del 2020, i contributi maggiori alla diminuzione su base annua delle esportazioni nazionali derivano dal calo delle vendite di Piemonte (-18,8%) e Lombardia (-16,5%) verso la Germania, di Lazio (-39,9%) e Piemonte (-22,7%) verso gli Stati Uniti e di Piemonte (-22,1%), Lombardia (-17,8%), Veneto (-17,2%) ed Emilia-Romagna (-15,9%) verso la Francia.

I commenti sono chiusi.