giovedì 23 novembre - Aggiornato alle 18:02

Export, stabile il 2016 dell’Umbria ma per alcuni settori c’è il segno meno

Il valore delle merci vendute estero cresce solo dello 0,3 per cento, giù metalli, tessile e abbigliamento. Bene i prodotti agricoli

Merci pronte per essere spedite

di Daniele Bovi

Rimane stabile l’export dell’Umbria nel corso del 2016 anche se settori importanti come tessile, abbigliamento e soprattutto metalli hanno accusato un segno meno. Il dato lo si ricava dall’analisi dell’Istat pubblicata nelle scorse ore a proposito dell’export delle regioni italiane nel corso dell’anno scorso. Un 2016 in cui quelle imprese umbre, ancora troppo poche, che si confrontano con i mercati internazionali hanno venduto all’estero merci per 3,655 miliardi di euro, appena 10 milioni in più rispetto all’anno precedente. Diverso l’andamento dei due semestri: nel primo accanto al confronto con lo stesso periodo del 2015 c’era il segno più (1,902 miliardi contro 1,858) mentre nel secondo quello meno (1,753 miliardi contro 1,788). Secondo i numeri dell’Istituto poi tra gennaio e dicembre l’Umbria ha esportato verso i paesi Ue il 2,8 per cento in più; dato nettamente opposto invece (-3,8 per cento) se i conti vengono fatti con il resto del mondo.

I numeri A livello nazionale nel complesso l’export si è attestato su un livello più forte (+1,2 per cento) di quello umbro, fortemente influenzato dal dato dell’acciaio; a livello territoriale si nota un incremento nelle regioni meridionali (+8,5 per cento), centrali (+2,1 per cento) e nord-orientali (+1,8 per cento) e l’ampio calo dell’area insulare (-15 per cento), mentre quella nord-occidentale risulta stazionaria. Tra le regioni che forniscono il più ampio contributo positivo alla crescita ci sono Basilicata (+53,5 per cento, legato in principal modo alle automobili), Lombardia (+0,8 per cento), Emilia-Romagna (+1,5 per cento), Friuli-Venezia Giulia (+6,3 per cento), Veneto (+1,3 per cento), Abruzzo (+9,7 per cento), Marche (+5,6 per cento), Lazio (+3,0 per cento) e Liguria (+7,7 per cento). Tra quelle che forniscono un contributo negativo invece ci sono Sicilia (-17,3 per cento), Piemonte (-3,0 per cento) e Sardegna (-10,9 per cento).

I settori Tornando all’Umbria, per alcuni settori il 2016 è stato un anno positivo. Guardando a quelli dove la quota dell’export regionale è più alta, si segnalano in particolare i prodotti agricoli (+19,5 per cento), il legno (esclusi i mobili +15 per cento), gli altri prodotti in legno compresa la carta (+7 per cento), i prodotti chimici (+3,2 per cento) e i mobili (+7 per cento). Per altri invece il 2016 non si è chiuso bene, ad esempio l’abbigliamento (-0,7 per cento), i prodotti tessili (-5 per cento), gli articoli in gomma (-5,2 per cento) e soprattutto i metalli di base (-7 per cento).

Twitter @DanieleBovi

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