martedì 16 luglio - Aggiornato alle 10:39

Ex Novelli, tre settimane per l’accordo tra curatele sulla filiera delle uova

Nuovo summit a Terni tra Caldiero e Celestino, sindacati chiedono bando di vendita

Ex Novelli - stabilimento di Spoleto (foto Fabrizi)

di C.F.

Tre settimane per arrivare all’agognato accordo tra i curatori fallimentari del Gruppo Novelli e Alimentitaliani, rappresentati da Marco Bartolini e Fernando Caldiero, che permetterebbe di tentare la strada del dissequestro delle società agricole Fattorie Novelli, quindi ricompattare gli asset della filiera uova e arrivare alla pubblicazione di nuovo bando di vendita per dare prospettiva a un centinaio di lavoratori ancora imbrigliati nel groviglio giudiziario nato dopo la cessione forzata del dicembre 2016 in favore di Alimentitaliani fallita un anno dopo, mentre il suo patron Saverio Greco è stato arrestato.

Questo emerge dal nuovo incontro di lunedì mattina tra i rappresentanti sindacali di Fai-Cils, Flai-Cgil e Uila-Uil tornati nella sede ternana di Alimentitaliani per discutere del futuro dell’azienda con Caldiero e pure col custode delle Fattorie Novelli, Ugo Celestino, cui il tribunale di Castrovillari ha affidato le società agricole dopo il sequestro. Al tavolo è emerso che nonostante le aziende operino in esercizio provvisorio i risultati sono in attivo, con gli stipendi che infatti vengono pagati regolarmente. Da qui la necessità di far raggiungere un accordo entro il 15 luglio per sbloccare l’impasse che «diversamente – si legge in una nota sindacale – spingerebbe il custode di Fattorie Novelli a esaminare ulteriori strade per la messa in sicurezze delle società agricole, ferma restando la garanzia di mantenimento degli attuali livelli occupazionali». In questo senso le tre sigle sindacali continuano a chiedere, come da sei mesi a questa parte, ossia dopo la revoca del contratto di affitto a Eurovo, «a giungere velocemente all’accordo tanto sbandierato ma ancora non perfezionato in un documento di sintesi». Il patto tra i curatori di Gruppo Novelli e Alimentitaliani non solo per consentire il «riesame del dissequestro delle quote di Fattorie Novelli, ma anche della costituzione di un bando di vendita in cui chiediamo – dicono i sindacalisti del comparto alimentare – di essere coinvolte e dal quale ci aspettiamo che il massimo rialzo dell’offerta non sia l’unico criterio, ma che si tenga conto di un piano industriale serio per garantire la piena occupazione dei lavoratori chiamati in questi anni (dal 2013, ndr) a molti sacrifici».

@chilodice

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