venerdì 13 dicembre - Aggiornato alle 10:43

Ex Novelli, con Eurovo la metà dei lavoratori rischia la cassa integrazione

Braccio di ferro tra sindacati e Fattorie dell’Umbria: nodo Tfr e ammortizzatori sociali frenano le trattative in corso

 

di M. R.

Non ha ancora messo piede nel sito Ovito di Spoleto che già vuole mettere in cassa integrazione il 50% dei lavoratori che prenderà in carico. Con questa proposta, Fattorie dell’Umbria (Eurovo), si è presentata al primo tavolo di confronto coi sindacati.

Cassa integrazione Centinaia di lavoratori ex Novelli continuano ad operare nell’incertezza, in una situazione che vede intrecciarsi le vicende giudiziarie da un lato e i difficili tentativi di rilancio delle produzioni dall’altro. Già dal mese di settembre era previsto, al pastorizzatore di Spoleto, l’ingresso di Fattorie dell’Umbria (gruppo Eurovo) ma a metà ottobre risultano ancora aperti i tavoli di confronto coi sindacati. Le trattative, peraltro, sembrano aver preso una brutta piega.

Eurovo Le procedure di trasferimento del ramo d’azienda sono in corso, ma costellate di dubbi e criticità: al tavolo è scontro su Tfr e ammortizzatori sociali. Sul caso del Trattamento di fine rapporto c’è massimo riserbo ma la sensazione è che Eurovo voglia tutelarsi economicamente su questo fronte, stabilendo una data zero in cui il Tfr divenga di sua competenza. Secondo indiscrezioni , non avrebbe escluso l’ipotesi che i lavoratori si licenzino prima che se ne faccia carico. In tal senso sarà probabilmente decisivo un pronunciamento dell’Inps. Da contratto sono 49, tra impiegati e operai, le maestranze  che confluiranno in Eurovo che il 31 luglio scorso si è aggiudicata lo storico marchio Ovito e il pastorizzatore di Spoleto. Prima ancora di subentrare alla curatela di Alimentitaliani però, l’azienda ha già avvertito i sindacati che il 50% di quei lavoratori sarà sottoposto a cassa integrazione straordinaria.

Gli impiegati di Terni A proposito di ammortizzatori sociali, il prossimo 22 dicembre scade la cassa per i circa 20 impiegati del sito di via del Commercio a Terni. Salvo sorprese, questa sarà prolungata fino a maggio 2019 e, nella migliore delle ipotesi, da lì in avanti un altro anno di Cig nell’ambito dell’Area di crisi complessa. «Prospettive non ne vediamo – racconta un lavoratore a Umbria24 -, ho inviato centinaia di curricula ma senza ricevere risposta e se a rientrare in azienda si rischia ancora cassa integrazione, non so neppure quanto convenga. A nulla è valso il bando di formazione del centro per l’impiego, tutto fermo anche lì».

Ex Novelli Regna insomma l’incertezza tra il fallimento di Alimentitaliani in mano al tribunale di Castrrovillari, il sequestro delle Fattorie, il debito di 60 milioni emerso sulle stesse società agricole e il procedimento di fronte al tribunale di Terni, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di annullamento della cessione del dicembre 2016, quando Alimentitaliani acquistò tutti gli asset ex Novelli al prezzo simbolico di un euro. Tra le curatele non c’è intesa. Tra sindacati ed Eurovo, intanto, un nuovo incontro è fissato per il mese di ottobre. Resta aperta pure la questione panificio. Andato deserto il bando, il tribunale di Castrovillari dovrà pubblicarne un altro, probabilmente ad anno nuovo; forse allora la Molini popolari riuniti sarà ancora interessata.

@martarosati28

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