lunedì 24 aprile - Aggiornato alle 19:11

Ex Novelli, firma sull’accordo ancora tabù: lavoratori di Terni insoddisfatti, chiesto tempo

Assemblee in via di definizione: «Sabato troppo vicino per decidere». M5s interroga il ministro Calenda

Tempi e modalità del referendum per l’eventuale firma sull’accordo per l’ex Novelli sottoscritto al ministero dello Sviluppo economico prima di Pasqua, sonoo in via di definizione. Non è ancora chiaro se le assemblee dei lavoratori avranno luogo unitariamente, quindi per tutti i siti insieme tramite il coordinamento nazionale dei sindacati, oppure separatamente; intanto è trapelata la possibilità di un confronto per il prossimo sabato ma i lavoratori del sito di Terni non ci stanno. Durissima la loro presa di posizione, chiedono almeno più tempo per decidere. Intanto il M5s interroga il ministro Carlo Calenda.

Ex Novelli Il sito di Terni rimane più di tutti al centro dell’attenzione, tanto per il clamoroso sciopero organizzato dai lavoratori insieme alle Segreterie locali delle tre sigle sindacali di categoria quanto per le estreme reazioni dei vertici della Alimentitaliani: i Greco hanno finito per mettere in ferie forzate tutti i dipendenti che avevano ‘osato manifestare’ contro la volontà della famiglia di procedere unilateralmente a licenziare le 33 unità bollate come esuberi per la sede di Maratta. Gli impiegati dello stesso sito, anche all’indomani della firma al Mise sulla bozza di accordo, non hanno esitato ad esprimere perplessità, né lesinato toni aspri per commentare i contenuti del documento. Ora nell’attesa che si arrivi alla scelta e mentre il senatore Cinque stelle Stefano Lucidi ha presentato un’interrogazione parlamentare per il ministro Carlo Calenda, la loro contrarietà è netta.

Lavoratori di Terni contrari «Il piano industriale è approssimativo, del tutto insoddisfacente e carente di elementi fondamentali – attaccano -. La riorganizzazione interna prevede pesanti interventi, come perdita dei diritti acquisiti e dei salari, licenziamenti del personale amministrativo per esternalizzare i servizi, con perdita delle conoscenze e delle professionalità accumulate, in contrasto con l’impegno di mantenere i livelli occupazionali; la quantificazione degli esuberi in numero di 75 dipendenti al netto dei dirigenti è in contrasto con quanto dichiarato al momento della cessione. Non è accettabile la voltura contratto di solidarietà con utilizzo dei massimali possibili, né ricorso alla Cassa straordinaria per Area di crisi complessa con deroga alla rotazione, ai criteri di scelta e a zero ore. Diciamo no all’azzeramento dei superminimi, dei benefit di qualsiasi natura e all’annullamento degli scatti d’anzianità».

Dipendenti seccati A fronte di tutto questo, i lavoratori del sito di terni mercoledì hanno espresso la loro delusione: «Nell’accordo non c’è difesa alcuna dei nostri diritti, è lesivo della dignità, dei salari, dell’occupazione e dei diritti fondamentali dei lavori. Per questo vorremmo avere maggior tempo per riflettere e ci sembra troppo ravvicinata la data per le assemblee dei lavoratori indetta dai confederali il 22 aprile, in data prefestiva. Invitiamo tutti i lavoratori della ex-Novelli ad esprimere una posizione critica verso un accordo-capestro che legittima pesanti licenziamenti, la perdita dei diritti acquisiti, dell’anzianità di servizio e di notevoli quote salariali. Se accetteremo questa logica aziendale il futuro dell’azienda e dei lavoratori sarà pesantemente ipotecato».

Alimentitaliani della famiglia Greco In particolare chiede «Perché il Ministero ha dato l’assenso all’operazione di cessione senza aver visionato alcun piano industriale, e basandosi esclusivamente su quanto riportato nel verbale della riunione svoltasi presso l’Unità di Gestione delle Vertenze il 28 novembre 2016 e in base a quali considerazioni ritiene possibile che un’azienda con 10 mila euro di capitale rilevi un gruppo dichiarato praticamente fallito, accollandosi un debito di circa 120 milioni di euro e dichiarando in seguito investimenti pari a 30 milioni di euro». Poi ancora quali sono le informazioni che il ministro ha dichiarato di aver ricevuto dagli organi di gestione e controllo del gruppo e quali indicazioni ha ricevuto dagli atti formali compiuti presso gli organi competenti ed eventuali aggiornamenti in merito alle «problematiche sollevate, anche in sede giurisdizionale, da creditori e azionisti della Novelli.»