lunedì 6 aprile - Aggiornato alle 14:09

Ex Merloni, Jp presenta un piano da 345 esuberi su 545 lavoratori tra Fabriano e Nocera

Ennesima mazzata in una vicenda che si trascina da anni. I sindacati: «Inaccettabile, intervenga il governo»

I lavoratori della ex Merloni

Un piano ristrutturazione da 345 esuberi su 595 lavoratrici e lavoratori dei siti ex-Antonio Merloni di Fabriano nelle Marche e quello di Colle Nocera in Umbria. I sindacati definiscono «inaccettabile» l’annuncio fatto dal presidente di Jp, Giovanni Porcarelli, nell’incontro che si è svolto a Fabriano tra le organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm e l’azienda. «Un piano – attacca Marco Bentivogli, segretario nazionale della Fim Cisl – che rispingiamo al mittente, questa vertenza si trascina ormai da troppo tempo era il 2008, dopo l’uscita dall’amministrazione straordinaria con l’acquisizione nel 2012 della J.P. di Giovanni Porcarelli l’azienda viene subito bloccata per l’impugnativa delle banche che vantavano crediti dai Merloni, questo ha bloccato per diverso tempo il Piano di rilancio industriale presentato da Porcarelli».

Piano inaccettabile Oltre all’impugnativa delle banche, che si è trascinata in tutti questi anni fino al terzo grado di giudizio, si è aggiunta poi la mancanza di credito da parte delle banche necessaria a J.P. per avviare l’attività industriale. Mentre l’accordo di programma che era stato sottoscritto dalle Regioni Umbria e Marche che prevedeva importanti risorse finanziare per il Piano industriale e la Ricerca e Sviluppo non è mai partito. «Oggi – prosegue Bentivogli – dopo che a fine anno è stata fatta la richiesta di proroga di 60 giorni per la presentazione del piano di ristrutturazione nella procedura di concordato dell’ex Antonio Merloni ci troviamo davanti ad un nulla di fatto, con un piano irricevibile e senza prospettive di un partner industriale credibile. A fare le spese di questa vicenda sono le 595 lavoratrici e lavoratori, che tra il sito di Fabriano nelle Marche e quello di Colle Nocera in Umbria, dal 2012 aspettano una soluzione lavorativa e industriale che si allontana sempre più, col rischio che vengano meno anche gli ammortizzatori. E’ inaccettabile. Chiediamo al Governo e al ministro Patuanelli di intervenire il tempo è scaduto e la situazione rischia di essere, ogni giorno che passa, sempre più irreversibile».

Verini: «Attivato il ministero» «Condividiamo, con i lavoratori e le organizzazioni sindacali, l’esigenza che il Governo intervenga al più presto sulla vicenda della JP Industries – afferma il deputato PdD Walter Verini -, dopo le inaccettabili posizioni manifestate dal Presidente Porcarelli, che si caratterizzano per pesantissime richieste di esuberi per centinaia di lavoratori e per l’assenza di qualsiasi piano industriale. Per questo stamattina (mercoledì, ndr) abbiamo contattato la sottosegretaria al ministero per lo Sviluppo economico Alessia Morani, per sostenere le richieste sindacali. La sottosegretaria ha concordato su questa necessità e su quella di lavorare, con il ministro Patuanelli, per scongiurare queste drammatiche prospettive e provare, sia pure in una situazione così difficile e che si trascina da anni a trovare soluzioni il più possibile adeguate, coinvolgendo con i sindacati anche le Regioni, le istituzioni locali e le associazioni imprenditoriali».

Porzi interroga la Tesei Anche la consigliera regionale Donatella Porzi (Pd) esprime «forte preoccupazione» per il piano industriale presentato da JP Industries che prevederebbe la «riduzione dei livelli occupazionali e la chiusura del sito produttivo di Colle (Nocera Umbra)». Porzi, in proposito, annuncia la presentazione di una interrogazione alla Giunta regionale auspicando la convocazione urgente di un «tavolo di confronto in sede ministeriale al fine di affrontare compiutamente la delicata situazione».

 

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