martedì 22 gennaio - Aggiornato alle 01:03

Ex Merloni, per 636 lavoratori un altro anno di cassa integrazione ma c’è il nodo del partner

Accordo raggiunto giovedì a Roma nella sede del Ministero del lavoro. Un altro tavolo nelle prossime settimane

I lavoratori della ex Merloni (foto F.Troccoli)

di D.B.

Un altro anno di ossigeno per i lavoratori della ex Antonio Merloni. Giovedì era in programma a Roma un incontro nella sede del Ministero del lavoro con, all’ordine del giorno, la proroga della cassa integrazione scaduta il 31 dicembre. L’accordo, firmato da Regioni Marche e Umbria, proprietà, Ministero e parti sindacali, è stato trovato e riguarda nel complesso 636 persone della JP Industries tra Fabriano e Nocera Umbra. In questo modo sarà possibile «proseguire gli interventi di riorganizzazione». L’ammortizzatore sociale si affianca e procede in parallelo all’aumento di capitale deliberato dall’azienda e già concretizzato, nel 2018, con un versamento di 3,3 milioni di euro fatto da Giovanni Porcarelli.

L’accordo Attraverso l’accordo raggiunto in queste ore, che prevede la cassa integrazione a zero ore con rotazione, nessun esubero sarà necessario e tutti i lavoratori sospesi saranno reintegrati alla fine del periodo di Cigs. Inoltre, sono previste «iniziative di politica attiva concordate con le Regioni interessate, con la finalità di valorizzare il livello tecnico/professionale delle risorse umane e di facilitare il recupero occupazionale delle stesse al termine del periodo di Cigs». Insomma, a Marche e Umbria toccherà il compito di definire una serie di politiche attive per sostenere il progetto.

Il nodo del partner Nelle prossime settimane ci sarà un nuovo tavolo ministeriale con al centro un tema: quello dell’individuazione di un nuovo partner per JP, missione che il Ministero durante l’ultimo incontro di dicembre aveva affidato a Invitalia. Con un partner si potrebbero anche sbloccare i finanziamenti statali, che ammontano a circa 24 milioni di euro, ancora disponibili dalla stessa Invitalia e dall’Accordo di programma che riguarda la ex Merloni. Quel che è certo è che la cassa integrazione rappresenta solo una parte della soluzione di una vicenda che si trascina da anni e che è diventata l’emblema della crisi della fascia appenninica.

Twitter @DanieleBovi

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