Currently set to Index
Currently set to Follow
lunedì 6 febbraio - Aggiornato alle 22:37

Ex Ilva, Morselli irrita il ministro: ipotesi fallimento pilotato e ingresso Arvedi

Acciaio: con miliardi di euro attesi dal governo, caro energia e calo domanda, siderurgia a freno. La ricostruzione de L’Espresso

di M.R.

Il piano industriale pensato per Acciai speciali Terni non decolla neppure in termini di approfondimento, eppure il nome del gruppo Arvedi, che ne è proprietario da inizio 2022, è regolarmente associato a colossi siderurgici italiani famosi per situazioni più che difficili: nei mesi scorsi Piombino, oggi Taranto. Vicende che oltre le responsabilità dei privati vedono a vario titolo coinvolto il Governo, come del resto dovrebbe esserlo nel caso del sito umbro, anche se ai piani alti di viale Brin preferiscono non parlarne pur ammettendo che più passa il tempo, più quei programmi annunciati sono in discussione.

STORIE D’ACCIAIO, L’INTERVISTA DI U24 A LUCIA MORSELLI

Ex Ilva Rispetto allo stabilimento pugliese è notizia di questi giorni che la rottura, tra la lady d’acciaio Lucia Morselli (passata per Terni lasciando innegabilmente il segno nel 2014) e il ministro Urso, è ormai conclamata. Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, al summit con l’esecutivo per l’ex Ilva avrebbe passato il tempo a leggere i giornali per fatti suoi e l’indomani agito con lo stop ai fornitori senza preavviso. Una provocazione, quella dell’Ad di Acciaierie d’Italia, che avrebbe irritato il titolare della delega Imprese del Consiglio di Giorgia Meloni, compromettendo il rispetto di vecchi accordi ereditati da esecutivi passati. Secondo la ricostruzione fatta dalla redazione de L’Espresso, il privato ArcelorMittal e l’azionista pubblico (potenziale socio di maggioranza), attraverso Invitalia, hanno cercato in questi mesi di lavorare a risanamento finanziario e ambientale, ma l’intesa a quanto pare si fa attendere. Nella partita sono coinvolti anche gli impianti di laminazione di Novi Ligure e Genova e secondo quanto riporta il noto periodico, quella attuale è una fase di stallo che potrebbe protrarsi fino all’aprile del 2024. Chiaro è che il contesto attuale fatto di domanda d’acciaio in calo, caro materie prime e caro energia non aiuta. Ma la questione va oltre, è a questo punto di fiducia. Secondo L’Espresso il Governo, che non ha intenzione di farsi intimidire da Morselli, avrebbe in mente un piano b: un fallimento pilotato attraverso la revoca del contratto che permette ad Acciaierie d’Italia di utilizzare gli impianti, senza erogare fondi e nella consapevolezza che l’azionista franco-indiano non sia disposto a investire. È a quel punto che si aprirebbe la strada ad Arvedi. Ma sempre L’Espresso dice che a studiare le carte sarebbe pure il gruppo Marcegaglia. I due si sono già contesi Terni a vantaggio del cavaliere di Cremona. Quel che è certo è il concetto espresso nel titolo dell’articolo a firma Gloria Riva: ‘L’Ilva fa gola. Se paga lo Stato’.

I commenti sono chiusi.