giovedì 22 ottobre - Aggiornato alle 14:54

Ex Fcu, per completarla servono 300 milioni: «Ecco la situazione da Sansepolcro a Terni»

L’assessore regionale Melasecche fa il punto dopo gli incontri a Roma con governo e Rfi: «Tra i due capoluoghi 66 milioni per i primi lavori»

©Fabrizio Troccoli

Per completare la ex Ferrovia centrale umbra servono oltre 300 milioni di euro. Ad affermarlo l’assessore regionale Enrico Melasecche rispondendo, durante il question time in Consiglio regionale, a una interrogazione dei consiglieri regionali della Lega Francesca Peppucci, Valeria Alessandrini, Valerio Mancini, Daniele Carissimi, Eugenio Rondini, Stefano Pastorelli, Daniele Nicchi e Paola Fioroni per avere un «aggiornamento circa lo stato di avanzamento dei lavori del servizio di trasporto ferroviario della ex-Fcu sospeso il 12 settembre 2017 per permettere l’esecuzione dei lavori necessari a rendere l’infrastruttura efficiente e sicura».

Interrogazione Nell’illustrare l’atto, Peppucci ha ricordato che «a causa del prolungarsi della sospensione del servizio ferroviario e delle numerose inefficienze, molte persone sono state costrette ad abbandonare il servizio sostitutivo in autobus a favore di quello privato. Dispiace e fa rabbia vedere che la ferrovia regionale sia stata inserita da Legambiente nella black list delle peggiori d’Italia. Dobbiamo assolutamente cercare di recuperarla e dare risposte concrete ai cittadini considerate le numerose criticità nel servizio sostitutivo su gomma, tra cui i lunghi tempi di percorrenza della tratta, oltre al fatto che parte dell’Umbria è sprovvista del servizio su rotaia. I lavori nella tratta sud Perugia-Terni della ex Fcu, non risultano iniziati, malgrado con Decreto Interministeriale di aprile 2018 la Ex Fcu sia stata inserita tra le ‘Strutture di interesse nazionale’. La conclusione dei lavori della tratta Perugia-Sansepolcro non sembra volgere al termine in tempi rapidi».

Incontri con governo e Rfi L’assessore Melasecche ha risposto che «la Giunta condivide pienamente il giudizio espresso dai consiglieri, assicuro il massimo interessamento. Con la presidente Tesei già siamo stati a Roma a incontrare Rfi e per numerosi altri incontri tecnici riguardanti un protocollo complessivo di tutte le infrastrutture ferroviarie in questione, con cronoprogrammi precisi per evitare quanto avvenuto in passato. Abbiamo incontrato i ministri De Micheli e Cancellieri».

La situazione Nel dettaglio: il tratto che interessa Sansepolcro è da rifare completamente, per un importo di 46 milioni di euro. Altri 9 milioni per la messa in sicurezza della tratta Città di Castello-Perugia, dove si deve arrivare anche a una velocità più adeguata, 70 chilometri orari come la media commerciale. «Stiamo anche sollecitando il ministero – ha sottolineato Melasecche – per fare in modo che la tratta Sansepolcro-Perugia diventi di interesse nazionale, per facilitare i finanziamenti. Per riaprire la tratta Perugia Ponte San Giovanni-Terni occorrono 250 milioni, tutte le infrastrutture sono da rifare, le traversine sono fradicie. Finanziamenti che verranno assegnati a Rfi, ma nella fase intermedia con 66 milioni di quei 250 c’è l’obiettivo di ricostruire la linea per poterla intanto riaprire, come avvenuto per la tratta Castello-Perugia. Per il collegamento Perugia S. Anna-Ponte San Giovanni i lavori sono finanziati e la conclusione prevista entro un anno e mezzo o due. Per il tratto Cesi-Terni stiamo cercando la pratica: nonostante i milioni spesi sembra che la struttura regionale non ne sappia nulla. Bisogna riprendere l’iter previsto già venti anni fa».

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