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mercoledì 23 settembre - Aggiornato alle 23:56

Enoturismo, l’Umbria ha il suo disciplinare. E ora tocca all’olio

Stabiliti i requisiti e i criteri sui servizi offerti, una nuova strada si apre per l’oleoturismo

Un vigneto

La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Roberto Morroni, ha approvato il disciplinare per l’esercizio dell’attività enoturistica nel territorio regionale.

Morroni «Con questo atto – sostiene l’assessore Morroni – la Regione Umbria rafforza e valorizza un settore di eccellenza. Il provvedimento dà seguito alla mozione approvata recentemente dall’Assemblea legislativa e soddisfa un’aspettativa diffusa tra gli imprenditori agricoli e l’importante rete dell’indotto che ruota intorno al turismo del vino, un filone in forte crescita negli ultimi anni. Con il disciplinare – spiega l’assessore – si recepisce, dandone attuazione, la legge nazionale 205 del 2017 che ha definito l’enoturismo quale nuova tipologia di attività correlata a quella agricola e si stabiliscono i criteri e le procedure per lo svolgimento dell’attività enoturistica in Umbria e per le funzioni di vigilanza e controllo che spettano alla Regione».

Ora tocca all’olio Se le Strade del vino ne sono state la premessa, nuovi scenari si aprono anche per l’oleoturismo: «L’atto varato dalla Giunta regionale – prosegue – punta a garantire un’offerta di qualità all’enoturista e potenzia il percorso di sostegno e valorizzazione dei territori a vocazione vitivinicola, portato avanti con particolare attenzione ai luoghi delle produzioni di qualità, con la realizzazione delle Strade del Vino, in un contesto di sinergia fra Regione, Comuni, imprese, i Gal (Gruppi di Azione Locale). Un analogo provvedimento verrà adottato anche per l’oleoturismo, altro segmento fondamentale delle attività legate all’agricoltura – annuncia l’assessore Morroni – Siamo per questo in attesa del relativo decreto attuativo ministeriale del Ministero delle Politiche agricole».

Il disciplinare L’attività enoturistica, secondo quanto recepito nel disciplinare, è considerata attività agricola connessa dove svolta dall’imprenditore agricolo singolo o associato. Sono considerate attività enoturistiche: le attività formative e informative, le visite guidate ai vigneti aziendali ed alle cantine, le iniziative di carattere culturale e ricreative svolte in ambito aziendale, le degustazioni di vini anche in abbinamento con alimenti freddi preparati e/o manipolati in azienda. Vengono inoltre stabilite le linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e standard minimi di qualità per lo svolgimento dell’attività enoturistica in termini di aperture settimanali, strumenti di prenotazione, cartellonistica, siti web, parcheggi, materiale informativo, ambienti dedicati e attrezzature, recipienti quali decanter e bicchieri, competenze del personale addetto: titolari, coadiuvanti, dipendenti o collaboratori esterni.

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