sabato 22 settembre - Aggiornato alle 20:49

Enel, sindacati denunciano: «Verso chiusura presidio che agisce nei comuni terremotati»

Cgil, Cisl e Uil scrivono a enti locali e parlamentari umbri: «Già persi 90 posti in tre anni, si fermi abbandono del territorio»

Tecnici Enel al lavoro

In Umbria negli ultimi tre anni l’Enel ha cancellato circa 90 posti di lavoro e ora si appresta a chiudere l’Unità operativa di Spoleto, quella che opera nei comuni colpiti dal terremoto. La denuncia viene da una lettera aperta inviata da Cgil, Cisl e Uil ad amministratori e parlamentari umbri, chiedendo di fare qualcosa per arginare questo «progressivo abbandono del territorio».

Perdita di posti di lavoro «Negli ultimi dieci anni – scrivono le segreterie provinciali e regionali di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil – l’Enel ha realizzato ristrutturazioni organizzative in controtendenza, che si sono tutte connotate per un progressivo abbandono del territorio e per un calo del personale di oltre 6 mila unità. Talvolta per sostituire le persone fisiche con la tecnologia, ma più frequentemente per contrarre le spese di gestione, attraverso l’accentramento e l’esternalizzazione delle funzioni verso imprese terze e, comunque, deresponsabilizzare verso gli obblighi del servizio elettrico. In Umbria, riferiscono i sindacati, «le ristrutturazioni di cui sopra hanno portato oltre ad una forte diminuzione del presidio territoriale a un notevole calo di occupazione. Si è passati da un numero complessivo di addetti per l’itero gruppo Enel di 581 unita del 31/12/2014 alle 492 unità del 31/12/2017; circa 90 posti di lavoro in meno in tre anni, al netto delle assunzioni fatte, in particolare in E-Distribuzione e in Enel Gem».

Spoleto «Nelle prossime settimane – proseguono Cgil. Cisl e Uil – l’ennesimo di questi interventi si concretizzerà e Enel spa sembra intenzionata a sopprimere l’Unità operativa di Spoleto, esattamente quella che opera nei comuni colpiti dagli ultimi eventi sismici, con evidenti ripercussioni negative per tutta l’utenza localmente gestita. La nostra segnalazione non vuole essere una sterile azione di denuncia speculativa riconducibile a semplice interesse dei lavoratori elettrici, bensì il doveroso richiamo prima che queste scelte aziendali siano rese operative a tutti gli effetti».

Si intervenga Quindi si chiede a Regione, Province e Comuni, oltre ai parlamentari di tutti i partiti, di «intervenire nei termini che riterranno utili e necessari. Senza trascurare, peraltro, che l’abbandono del territorio da parte di Enel significa anche eliminazione o dispersione di possibilità occupazionali e di ricchezza».

 

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