sabato 16 novembre - Aggiornato alle 00:33

ElectroTerni, tavolo di crisi in Regione: sindacati rifiutano licenziamento collettivo

Sciopero lavoratori, Coppo conferma chiusura in viale Centurini: ancora cassa integrazione, Paparelli scrive al ministro Di Maio

di M. R.

Si temeva il peggio tra i lavoratori dell’ElectroTerni e così è stato: la famiglia Coppo, proprietaria di tre diverse realtà industriali nella Conca, già nella giornata di martedì voleva avviare la procedura di licenziamento collettivo per mettere alla porta 16 dipendenti chiudendo il sito di viale Centurini a Terni. I sindacati metalmeccanici Fim, Fiom, Fismic e Uil, hanno rigettato l’ipotesi. Come annunciato, dalle 9, nei pressi della sede di Confindustria è iniziato il presidio delle maestranze, tra le bandiere dei sindacati metalmeccanici che stanno gestendo la vertenza bussando alla porta di tutti i palazzi del potere per scongiurare l’epilogo.

Vertenza ElectroTerni Dopo l’incontro con il primo cittadino Leonardo Latini a Palazzo Spada e il vertice col prefetto Paolo De Biagi, anche la Regione, attraverso il dirigente Andrielli, ha assicurato la propria disponibilità a collaborare per la salvaguardia dell’azienda ternana, intanto aprendo un tavolo di crisi e portando il caso all’attenzione del ministero dello Sviluppo economico. Da Palazzo Donini, ne dà notizia il vicepresidente Fabio Paparelli, è già partita una lettera indirizzata al vicepremier Di Maio.

Cassa integrazione e tavolo di crisi Dalle 9.30 al via il confronto tra sindacati e vertici aziendali, le cui posizioni non sono cambiate rispetto agli incontri precedenti. La società ha infatti ribadito la volontà di chiudere il sito di viale Centurini ed ha messo in dubbio la tenuta economica del sito di via del flagello, aggiungendo inoltre che la Mit (Maestrale) non ha dato i risultati sperati, mettendo di fatto in discussione la propria presenza a Terni. «Come organizzazioni sindacali  – si legge in una nota diffusa a margine del tavolo – abbiamo rigettato per l’ennesima volta l’ipotesi di procedere con l’apertura del licenziamento collettivo. Si è concordato di proseguire con gli ammortizzatori sociali ordinari (Cigo)anche in vista del prossimo incontro che si terrà entro la fine del mese con la Regione (il 28 maggio ndR) per l’apertura del tavolo di crisi aziendale che, arrivati a questo punto, si rende indispensabile per trovare eventuali soluzioni che possano salvaguardare l’occupazione. A tale tavolo parteciperà anche l’azienda».

@martarosati28

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