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martedì 6 dicembre - Aggiornato alle 12:57

Distretto di filiera del vino umbro: «Opportunità per le cantine e per tutto il settore vitivinicolo»

Diventato realtà a fine agosto, da ora in avanti sarà strumento di sviluppo del comparto regionale. Presentate le strategie e le prossime azioni in programma

Distretto del vino umbro, la presentazione

di D.N.

Formazione e ricerca per l’aggiornamento continuo delle aziende, miglioramento delle performance produttive e potenziamento del settore, sviluppo unitario della promozione, commercializzazione e internazionalizzazione del vino e del territorio umbro, sostenibilità e sicurezza della produzione enologica regionale: sono alcune delle azioni che il Distretto di Filiera del Vino umbro intende realizzare per sostenere il comparto e favorirne la competitività. Il Distretto di Filiera del Vino umbro è stato presentato nell’ambito di una conferenza stampa che si è tenuta giovedì 17 novembre a Palazzo Donini a Perugia.

Azioni Il DIF del Vino umbro rivestirà anche il ruolo di coordinatore e interlocutore privilegiato con le istituzioni, fungendo da stimolo per politiche di sostegno e sviluppo a livello locale e nazionale. Si occuperà, inoltre, di progettare e realizzare tutte quelle infrastrutture che, a livello logistico, possano risultare utili e opportune per la crescita del settore. Tutto questo in stretta connessione con le opportunità offerte dal PNRR e dal PSR, grazie alla sinergia tra tutti i partner istituzionali e tecnici e con la Regione dell’Umbria.

Presentazione Durante l’illustrazione erano presenti l’assessore all’Agricoltura e Ambiente della Regione dell’Umbria Roberto Morroni, Massimo Sepiacci, Presidente di Umbria Top Wines, Marcello Serafini Amministratore Unico di 3A – Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, insieme ai partner di mandato, ovvero Camera di Commercio dell’Umbria – Promocamera, Unione dei Comuni del Trasimeno, Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori dell’Umbria, Movimento Turismo del Vino Umbria e ITS Umbria Made in Italy – Innovazione Tecnologia e Sviluppo.

Percorso Il presidente di Umbria Top, Massimo Sepiacci e il direttore Gioia Bacoccoli hanno ripercorso la storia che ha portato al distretto, sottolineando come il progetto sia particolarmente complesso. “Seppur con qualche criticità iniziale siamo arrivati all’obiettivo -ha detto Sepiacci- e ora siamo pronti a partire per dare a tutta la filiera l’opportunità di accedere ai bandi ministeriali, con azioni che abbracciano tutte le attività della filiera stessa. Il nostro obiettivo -ha concluso- deve essere quello di promuovere in maniera unitaria il nostro territorio attraverso uno strumento potentissimo come il vino. Finora questa immagine unica e forte dell’Umbria del vino si è vista poco, soprattutto all’estero, ma lavorando insieme riusciremo ad affermarla. Su questo il Distretto farà la differenza.”

Punto di partenza Per l’Amministratore Unico del Parco Tecnologico 3A Marcello Serafini quello di oggi non è un punto di arrivo ma di partenza per i prossimi anni. “Non dobbiamo fare l’errore -ha sottolineato- di dare a questo distretto una caratterizzazione nazionale o, tantomeno, locale, ma lo dobbiamo pensare a livello internazionale. Per questo sarà fondamentale la costruzione regionale del brand del vino umbro quale leva importante in termini di mercato.” Serafini ha, quindi, spiegato che gli investimenti, finanziati dal Ministero, a cui peraltro solo attraverso il Distretto è possibile accedere, potranno riguardare diversi aspetti dell’attività vitivinicola, da quelli più tradizionali, come i capannoni, a quelli in ricerca, innovazione, formazione e promozione, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo, la modernità e la sicurezza del settore.”

Ruolo dei Distretti “I distretti sono stati introdotti con la legge di bilancio del 2017. L’Umbria allora non è stata pronta a cogliere questa importante opportunità. -ha sostenuto l’Assessore all’Agricoltura e all’Ambiente della Regione dell’Umbria Roberto Morroni- Nel 2020 abbiamo avviato i lavori per colmare questa lacuna, nella convinzione che i distretti soddisfino una serie di requisiti senza i quali oggi immaginare il futuro è senz’altro più difficile. Primo fra tutti, la capacità di aggregarsi, di fare gioco di squadra, per amplificare il valore di ciò che siamo e che sappiamo fare. La Regione -ha proseguito- ha voluto con forza che questa iniziativa nascesse, come peraltro è stato per altre analoghe quali il Distretto del Cibo del Trasimeno e Distretto del Cibo dell’Orvietano, con un’attività di animazione che ancora prosegue e che presto vedrà la nascita di altri due distretti del cibo. Dobbiamo, dunque, essere pronti per l’uscita dei bandi imminenti, che ci danno l’opportunità di cogliere risorse importanti per lo sviluppo del settore. Con la nascita del Distretto di filiera del vino umbro -ha concluso- inizia una nuova storia, da vivere con molta ambizione, con la voglia di crescere e creare le condizioni che consentano alle nostre aziende di svilupparsi e guardare a orizzonti sempre più lontani. Sostenibilità economica, ambientale e sociale della produzione vitivinicola devono viaggiare simultaneamente e il distretto è un ottimo strumento per affermare questa visione e valorizzare il comparto nella sua interezza.”

Distretto del Vino Approvato lo scorso 26 agosto, con il riconoscimento ufficiale dell’Assessorato regionale all’Agricoltura e il conseguente accreditamento al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il Distretto di Filiera del Vino umbro si appresta ora a tradurre in azioni concrete le strategie individuate in fase progettuale, già dal giugno 2021, quando si aprì il primo tavolo di lavoro sul tema. Capofila dell’attività sarà Umbria Top Wines, in qualità di soggetto mandatario, che potrà avvalersi della fattiva collaborazione di diversi partner che hanno conferito mandato, a partire dal 3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria. I soggetti interessati -oltre a Umbria Top Wines, il Parco Tecnologico Agroalimentare, Camera di Commercio dell’Umbria/Promocamera, Unioni dei Comuni del Trasimeno, Strade dei Vini dell’Umbria, Movimento Turismo del Vino Umbria, ITS Umbria Made in Italy – Innovazione, Tecnologia e Sviluppo- si occuperanno, ciascuno per le proprie competenze, di progettare e coordinare le diverse attività finalizzate alla crescita e al potenziamento della viticoltura umbra.

A chi è rivolto Potranno accedere ai progetti del DIF del Vino umbro, oltre a 108 tra cantine e Consorzi di Tutela delle diverse aree vitivinicole della regione, anche tutti i soggetti operanti nell’ambito della filiera enologica che intendano aderire al Distretto. L’attività del Distretto di Filiera del vino umbro per il perseguimento degli obiettivi individuati si fonda su tre assi portanti, che sono la creazione e il rafforzamento di una identità e di un’immagine unitaria e coesa del comparto; la crescita in termini produttivi e la valorizzazione dei vini autoctoni e di qualità secondo quanto previsto dalle norme UE (DOC-IGT-BIO); lo sviluppo del comparto e delle imprese in linea con i temi della ricerca, della sostenibilità e dell’innovazione.

Futuro Su questi assi portanti il Distretto potrà, dunque, favorire un modello di crescita per il territorio aderente e sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale, come previsto dal programma comunitario Green Deal; essere stimolo e strumento di dialogo verso le istituzioni al fine di promuovere politiche, proposte, attività di ricerca, formazione e progetti finalizzati a una crescita condivisa per le imprese del comparto vitivinicolo; quindi, strutturare proposte, progetti per l’infrastrutturazione del distretto coerentemente con le esigenze di qualità delle produzioni enologiche e la salvaguardia ambientale e paesaggistica, nonché implementare le attività che favoriscano il consolidamento di politiche intersettoriali tra produzione agricola, produzioni enologiche, ospitalità rurale, agriturismo, enoturismo, valorizzazione dei beni storico-culturali. Altro obiettivo sarà quello di favorire politiche finalizzate a saldare gli elementi storico – culturali del distretto con le produzioni enologiche con l’obiettivo di un comune processo identitario e, infine, di dare, per quanto di propria competenza, unicità nei tempi e nelle metodologie amministrative al fine di velocizzare gli investimenti oggetto del piano di distretto.

Distretto e Pnrr Il settore dei Distretti del Cibo, di cui si attende l’uscita del primo bando ministeriale entro l’anno, rappresenta in questo momento lo strumento più idoneo per garantire al settore le opportunità offerte dalla programmazione complementare al PNRR, con l’obiettivo di una crescente competitività e l’affermazione del Made in Italy. A questo proposito sono previsti, complessivamente, 1,2 miliardi di euro per l’agricoltura sostenibile nei settori agroalimentare, forestale, pesca, acquacoltura e florovivaistico, nella forma di contributi in conto capitale e finanziamento agevolato a copertura parziale degli investimenti (con possibilità di cofinanziamento con Cassa Depositi e Prestiti fino al 50%). 800 milioni è, invece, la dotazione per la rivoluzione verde e la transizione ecologica, finalizzata a investimenti materiali e immateriali in azienda e innovazione di processo e, infine, 1,92 miliardi di euro sono previsti per supportare la realizzazione di nuovi impianti di biometano e biogas. Finanziamenti che saranno ripartiti unicamente attraverso lo strumento dei contratti di filiera e di distretto approvati e realizzati nei tempi.

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