giovedì 18 ottobre - Aggiornato alle 12:16

A disposizione quasi 300 mila euro per i 1.400 apicoltori umbri: le misure di sostegno per il 2019

La giunta regionale ha approvato la rimodulazione delle risorse, i criteri e le modalità di accesso ai contributi: le novità

Apicoltori al lavoro

Dall’assistenza tecnica alle attrezzature, dall’acquisto delle arnie al sostegno al ripopolamento e non solo. Ammontano a quasi 300 mila euro, tra contributi pubblici e privati, le risorse a disposizione del settore dell’apicoltura per l’anno 2019. La giunta regionale nelle scorse ore ha approvato la rimodulazione finanziaria del sottoprogramma regionale e i criteri e le modalità di accesso ai contributi. Sul piatto ci sono 176.347 euro di risorse pubbliche a cui si aggiungono circa 95 mila euro di cofinanziamento da parte dei privati e, in totale, nella regione ci sono quasi 1.400 agricoltori che operano nel settore e 30mila alveari.

La rimodulazione Per quanto riguarda la rimodulazione delle risorse, 50 mila euro sono stati destinati all’assistenza tecnica agli apicoltori e alle organizzazioni di apicoltori; 15 mila euro alle attrezzature per la conduzione dell’apiario, per la lavorazione, il confezionamento e la conservazione dei prodotti dell’apicoltura; 80 mila per l’acquisto di arnie antivarroa e/o fondi a rete per la modifica delle arnie esistenti, per una spesa ammissibile di 90 euro (Iva esclusa) per ogni arnia con fondi antivarroa o di quattro fondi a rete per la modifica di arnie esistenti e di 130 euro (IVA esclusa) per ogni arnia con sistema a trattamento termico.

Gli aiuti Per le società cooperative di apicoltori il numero minimo di arnie da acquistare è 30, fino a un massimo di 200, mentre per ciascun imprenditore apistico e apicoltore professionista, in possesso di partita IVA agricola o combinata, il limite minimo è cinque e quello massimo 30. Infine 31.347 euro sono stati destinati alle misure di sostegno per il ripopolamento del patrimonio apicolo attraverso l’acquisto di sciami, nuclei, pacchi d’api e api regine. Possono essere ammessi all’aiuto un massimo di 15 api regine e 10 sciami per ciascun apicoltore singolo o società cooperative di apicoltori. Gli importi massimi ammissibili per ape regina e per sciame sono pari, rispettivamente, a 13 euro e a 95 euro.

Cecchini «L’atto approvato dalla giunta – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Fernanda Cecchini – tiene conto delle ‘performance’ di attuazione della passata annualità, così da individuare le misure realmente rispondenti alle esigenze degli apicoltori umbri e utilizzare appieno le risorse a disposizione, che per l’Umbria ammontano a 176 mila 347 euro di risorse pubbliche a cui si aggiungono circa 95 mila euro di cofinanziamento da parte dei privati. L’obiettivo è di sostenere un settore particolarmente importante sia per l’agricoltura umbra, che per l’ambiente, in quanto le api hanno un ruolo decisivo nel mantenimento della biodiversità».

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