sabato 23 marzo - Aggiornato alle 13:41

«Disattesa convocazione del Mise per Ast: inaccettabile lavorare senza piano industriale»

Attaccano duro anche le Rsu di Uilm, che rivendicano «anche un patto ambientale per conciliare convivenza tra Acciaieria e città»

«Inaccettabile che in questo paese si possa consentire a un’azienda delle dimensioni e dell’importanza strategica di Acciai speciali Terni di operare in assenza di un piano industriale chiaro e condiviso su volumi e mix produttivi, investimenti, livelli occupazionali e fronte ambientale». Attaccano duro anche le Rsu di Uilm che, con una lunga nota, hanno stigmatizzato «come quanto dichiarato lo scorso 13 febbraio dal vice capo di gabinetto del ministero dello Sviluppo economico (Giorgio Sorial, ndr), che si era impegnato a convocare un nuovo specifico entro entro la metà del mese, è nei fatti disatteso». Da qui l’impegno del sindaco che ritengono «imprescindibile promuovere tutto quanto necessario per ottenere il primo possibile l’incontro al Mise».

In particolare, gli operai sindacalisti ricordano anche l’impegno della proprietà a fornire un piano in modo formale che rappresenti le strategie e le volontà della multinazionale tedesca per il biennio iniziato già nel dicembre 2018-2020». I sindacati sono poi ancora in attesa delle definizioni delle disponibilità economiche che è doveroso ridistribuire, con la piattaforma di secondo livello, tra tutte le maestranze che con impegno e sacrificio hanno contribuito a realizzare i buoni risultati di bilancio». Al tavolo le Rsu di Uilm contano di rivendicare anche uno «specifico patto per l’ambiente, sottoscritto tra tutti i soggetti che hanno ruoli di responsabilità e la multinazionale, con l’obiettivo di permettere una conciliante convivenza tra azienda e cittadinanza, confermando fin da ora – dicono gli operai sindacalisti – l’indisponibilità a mediazioni opportunistiche e accordi al ribasso che penalizzano lavoratori e territorio».

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