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martedì 7 dicembre - Aggiornato alle 15:43

Dal maxi centro commerciale di Chongqing a Umbria Jazz a Shanghai: lo sbarco umbro in Cina

La conferenza stampa

di Daniele Bovi

È Umbria Jazz uno degli ambasciatori più importanti dell’Umbria in Cina. Il festival infatti, che si prepara a celebrare la sua edizione invernale e che ha già svelato alcuni degli ospiti di quella estiva, tra fine aprile e inizio maggio se tutte le tessere del puzzle andranno al loro posto sarà a Shanghai, all’interno del festival jazz di primavera (un altro si tiene in autunno) con un proprio evento, l’Umbria Jazz Day, dove protagonisti saranno i musicisti italiani che da anni stanno conquistando le attenzioni di pubblico e critica in molte parti del mondo. L’esordio del festival in terra cinese è uno dei risultati, presentati lunedì con una conferenza stampa, della «missione di sistema» che ha avuto per protagonista la Regione Umbria nello scorso novembre nella provincia del Sichuan, tra Chengdu e Chongqing (che è un’entità autonoma), due delle città più attrattive, come ha detto il console generale d’Italia a Chongqing Sergio Maffettone, presente insieme al vicepresidente della Regione Fabio Paparelli, al patron di UJ Carlo Pagnotta, ad Aurelio Forcignanò di Confindustria e al direttore di Sviluppumbria Mauro Agostini, oltre ai rappresentanti di molte imprese umbre, per il mondo economico.

Business «Lì – ha detto Maffettone – abbiamo aperto un nostro consolato da due anni e la Regione è tra quelle che ha creduto di più in questa terra di frontiera. Chongqing quest’anno farà registrare l’11 per cento in più di Pil, un’anomalia rispetto a una Cina che ‘rallenta’». Chongqing, oltre a vivere una grande crescita economica negli ultimi anni, tra l’altro è il punto di arrivo della ferrovia che collega la città cinese all’Europa, per la precisione a Duisburg, gli 11 mila chilometri di rotaie già passate alla cronaca come «La nuova via della seta», in grado di abbattere di molto (13 giorni contro gli oltre 30 delle rotte marittime) i tempi di trasporto delle merci. «Chengdu – ha aggiunto poi Maffettone – è una delle città più attraenti per il business straniero. Tutti vengono qui a fare affari ma serve scegliere i settori in cui si è competitivi. L’Umbria, che ha dato vita a una missione concreta, in quest’area centrale dal punto di vista geostrategico e infrastrutturale è in pole position».

Economia, cultura e ambiente sono al centro degli accordi e dei pre-accordi siglati da palazzo Donini e dagli altri attori protagonisti durante la missione. Centrale in questo quadro sarà lo sbarco delle imprese umbre all’Euro Brand Center di Chongqing, un centro commerciale in una zona franca grande come dieci campi da calcio (oltre 70 mila metri quadri) interamente dedicato alla vendita di marchi europei. Venerdì a Perugia arriverà il presidente della società che gestisce la struttura: «Lì – ha detto Agostini – inizieremo a fare un discorso specifico», e piano piano si capiranno quali saranno le aziende locali (cibo, vino, moda, ma non solo) che andranno lì a esporre e vendere le proprie merci. Quanto a UJ, il 30 aprile, 1 e 2 maggio organizzerà performance nell’ambito del JZ Festival di primavera, mentre dal 6 all’8 maggio Umbria Jazz sarà nei più importanti e conosciuti jazz club di Shanghai. Decisivi in questo caso saranno gli sponsor.

China Day Queste giornate saranno anche l’occasione per definire un evento di presentazione dell’Umbria e delle sue eccellenze e nelle prossime settimane verrà verificata la possibilità di concerti a Pechino, Chongqing e Pechino. Altro appuntamento sarà il «China Day 2016», probabilmente nella seconda metà di marzo, evento per imprese e giornalisti dove promuovere la regione, mentre una promozione apposita verrà fatta su We Chat, app per la comunicazione popolarissimo in Cina. Tornando all’ambito degli scambi economici, sono stati sottolineati gli accordi sottoscritti da Sviluppumbria con i Ccpit di Chongqing e del Sichuan, i contatti costruiti tra imprese nei B2B, il contatto stabilito a Shanghai per iniziativa dell’Ambasciata italiana col Poly Group, il terzo gruppo immobiliare del mondo specializzato in investimenti all’estero e in particolare per acquisizioni da valorizzare a fini turistici, ma anche nell’agroalimentare, soprattutto vino. ,

Istruzione e turismo Quanto al capitolo istruzione, ci sono gli accordi con i governi locali e le istituzioni formative, anche rivolti alla promozione delle rispettive lingue in Italia e in Cina, e i patti tra l’Università di Perugia e alcuni atenei di Chengdu, Chongqing e Shanghai. Altri punti trattati negli accordi quelli della moda, del design, la valorizzazione dei beni culturali, la sicurezza alimentare (nel 2016 dovrebbe essere dato vita a un forum apposito nel Sichuan) e la protezione ambientale. Al centro dei rapporti tra Umbria e Cina ovviamente c’è anche il turismo (il sito dedicato della Regione sarà tradotto in cinese), facilitato dal volo diretto Roma-Chongqing, città i cui responsabili del turismo, insieme a quelli del Sichuan, sono stati invitati in Umbria nel 2016.

Paparelli e Agostini «Siamo molto soddisfatti – ha commentato Paparelli – perché da questa missione sono stati riportati risultati tangibili e documentabili che hanno ampliato il sistema di relazioni dell’Umbria, I territori interessati sono quelli che oggi a tutti gli osservatori sembrano i più strategici per la Cina». «La sequenza di iniziative illustrate oggi– ha detto Agostini – testimoniano che l’approccio di una realtà piccola come l’Umbria verso un mercato complesso come quello cinese si è positivamente caratterizzato come sistemico, continuativo e coordinato. È finito il tempo delle missioni spot».

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