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venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 18:04

Dagli interinali Ast agli stagionali Eskigel fino al rider: le storie dei precari di Terni

‘Più dignità al lavoro’ l’appello Cgil, nella città dell’acciaio Luisa Diana (Nidil) e Tania Scacchetti: focus su Rdc e salario minimo

di M.R.

L’ingresso in un’azienda pubblica come interinale, i contratti a uno, due o tre mesi, poi quello di un anno e allora senti l’indeterminato in tasca, ma lo spiacevole colpo di scena arriva e torni al lavoro in somministrazione, vai avanti così per ben nove anni e riesci a festeggiare l’addio all’instabilità e all’incertezza solo a 50 anni. Questa è la stori di Rosita, addetta al Cup dell’Usl Umbria 2; una delle tante storie che la Cgil di Terni ha fatto raccontare ai protagonisti, uomini e donne tormentati dall’incapacità di programmare la propria vita o fare un acquisto importante, persone che vivono con la speranza e l’ansia della chiamata allo stesso tempo. Sono addetti alle pulizie, metalmeccanici, operai dell’agroalimentare, insegnanti costretti alla rincorsa all’aggiornamento delle graduatorie, rider con un datore di lavoro senza volto, addette alla refezione scolastica che lavorano solo 10 ore alla settimana con stipendi da fame. Sono i figli di una precarizzazione alla quale ci si è gradualmente abituati, un’inciviltà vissuta come la normalità, la rassegnazione a condizioni di lavoro che tendono sempre più alla disumanizzazione. Questo però non vale, e questa è la forza che la Cgil rivendica (e lo farà in modo più incisivo sabato 8 ottobre a Roma) nel caso in cui il sindacato sia messo nelle condizioni di fare la sua parte.

Incertezza instabilità ingiustizia inciviltà Raccolte in un video, le numerose testimonianze dei lavoratori, sono state trasmesse martedì nella sala congressi dell’hotel Valentino a Terni, alla presenza di Luisa Diana (della segreteria nazionale Nidil Cgil) e Tania Scacchetti (della segreteria nazionale Cgil). Dopo il saluto del numero uno della Camera del lavoro locale, Claudio Cipolla, ha fatto gli onori di casa Luca Solano (Nidil Terni) introducendo molti degli argomenti trattati nel corso della tavola rotonda: dalla sicurezza, all’istruzione, fino al know how e ai progetti scuola-lavoro, con un focus sul governo uscente e una previsione su quello che verrà. Restiture dignità al lavoro la mission che la Cgil si è data. Un obiettivo che può essere perseguito facendo tesoro di quanto suggerito da Luisa Diana sulla necessità di tenere assieme la collettività, le categorie, nella consapevolezza e nella rivendicazione dei propri diritti, nonché nella volontà di migliorare la propria condizione. Grande attenzione hanno attirato le questioni Ast ed Eskigel. Da un lato la principale stazione appaltante dell’Umbria (senza una legge regionale dedicata) che per anni ha utilizzato lavoratori somministrati per raggiungere i numeri dell’organico tecnologico e che con Arvedi, grazie alla battaglia sindacale condotta, conosce oggi un accordo volto a stabilizzare i coinvolti ma sul quale pesa la situazione attuale che necessita cassa integrazione. Dall’altro l’esempio di un’azienda di gelati che, grazie alla lotta del sindacato, ha superato l’inciviltà dei contratti a due giorni (oggi minimo 15), ma non gode di un bacino di somministrati con prelazione su altri da un anno all’altro. «Un lavoratore che se ne va – stigmatizza Diana – porta via con sé il know how» e anche la formazione sulla sicurezza c’è da aggiungere.

Cgil Terni Nelle testimonianze dei lavoratori ascoltati, il ricordo dei tagli di Monti, Fornero, Moratti e Gelmini in vari settori economici del Paese; guardando al futuro lo spettro dei voucher nei settori agricoltura e turismo: «Ci venderanno la storia dell’abbattimento del lavoro nero ma non è questa la ricetta. Quello è un fenomeno diffuso e va aggredito. Non c’è altro modo – tuona Scacchetti -. E questa spinta a favorire le iniziative industriali non può non essere vincolata alla qualità del lavoro. Le nostre rivendicazioni non possono limitarsi al legislatore, anche le imprese devono mostrare la loro sensibilità al personale». In certi contesti, emerge con tutta forza dai racconti dei lavoratori, ci si sente numeri e non persone. E allora è impossibile non pensare a quanto sia impattante la sfera professionale su quella privata e sociale dei singoli. Da parte del sindacato nessuna resa e sui grandi temi, pure in un clima di dibattito interno Scacchetti a Terni riscuote il plauso della platea parlando di reddito di cittadinanza e salario minimo. L’uno difeso come strumento di contrasto alla povertà ma non classificabile come misura di politica attiva del lavoro, l’altro da approfondire con attenzione per evitare il rischio che il minimo diventi il tetto massimo oltre il quale la contrattazione non riesce ad andare. L’appuntamento della Cgil è sabato a Roma per chiedere al governo di ‘Ascoltare il lavoro’.

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