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sabato 26 settembre - Aggiornato alle 06:35

Da Ast a Tarkett, ecco la Terni della sostenibilità: -25mila tonnellate di Co2, focus Covid-19

Progetto Urban Re-Generation promosso da Confindustria Umbria e sostenuto dalla Fondazione Carit: otto le aziende aderenti

 

Fase uno, otto aziende aderenti, 32 obiettivi raggiunti e 17 progetti in cantiere. Questi i numeri di Urban Re-Ggeneration, iniziativa promossa da Confindustria Umbria e sostenuta da Fondazione Carit, che candida la Conca Terni-Narni a primo distretto italiano della sostenibilità, grazie all’adesione di: Acciai Speciali Terni, Beaulieu Fibres International, Exolon Group, Erg Hydro, Fucine Umbre, Sangraf International, Novamont e Tarkett.

Re-Generation L’idea di base è quella di promuovere una rigenerazione non soltanto legata ad aspetti urbanistici ma all’insieme delle dinamiche produttive e sociali. Mettendo a sistema un insieme di buone pratiche, mappate attraverso una ricerca dedicata, da parte delle aziende coinvolte, nei primi sei mesi dell’anno in corso, è stato evidenziato come, in coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030, siano stati raggiunti già nel 2019, 32 obiettivi: il prossimo goal sarà migliorare ulteriore nella fase successiva.

Confindustria I primi risultati sono stati presentati giovedì 10 settembre nella sede ternana di Confindustria; tra i principali: abbattimento, nel solo 2019, di circa 25.000 tonnellate di CO2 emesse in atmosfera, pari a circa il 7% del totale delle emissioni del comparto industriale del ternano; riduzione fino al 60% dei consumi energetici per l’illuminazione, grazie all’utilizzo di illuminazione a led; fino all’80% del totale dei materiali impiegati nella produzione proveniente da materiale riciclato; fino al 100% degli scarti di produzione reimpiegati come materia prima nel ciclo produttivo o avviati al compostaggio; produzione in loco di energia elettrica e termica attraverso cogenerazione, con riduzioni fino al 30% del combustibile utilizzato; investimento, dal 5% al 20%, degli utili in Ricerca e Sviluppo per la riduzione delle emissioni in atmosfera e lo sviluppo di prodotti innovativi e sostenibili; abbattimento del consumo di acqua potabile grazie al ricircolo acque di processo e al recupero delle acque piovane; coinvolgimento dei fornitori in progetti per la riduzione dei rifiuti e l’ottimizzazione dei processi di produzione e fornitura delle materie prime; progetti di dematerializzazione e digitalizzazione per la riduzione del consumo di carta; analisi del ciclo di vita dei prodotti, riconosciute da certificazioni quali EPD (Dichiarazione Ambientale di Prodotto), Carbon Footprint ed Eco-Label, per identificare i punti critici presenti e definire opportune strategie di miglioramento.

Urban Re-Generation Gli sviluppi futuri del progetto Urban Re-Generation, di cui è stato presentato anche il logo, prevede, per arrivare alla costituzione del Distretto, un piano di sviluppo nel quale verrà promossa l’adesione di nuove imprese, mentre le aziende aderenti hanno già individuato un set di 17 obiettivi per l’ulteriore miglioramento delle proprie performance di sostenibilità. Verrà quindi sviluppato un dialogo aperto con le comunità locali e verranno promosse iniziative di comunicazione a livello nazionale e internazionale finalizzate alla promozione del territorio e al confronto con le migliori pratiche europee.

Alunni «Oggi festeggiamo un punto di arrivo – ha sottolineato il presidente di Confindustria Umbria Antonio Alunni – di un progetto che, partendo dal territorio di Terni e Narni, speriamo possa assumere anche una dimensione regionale. La presenza qui oggi delle istituzioni e di Legambiente è importante perché dimostra che l’industria che rispetta le regole e adotta anche le migliori esperienze, non solo è un elemento di sviluppo economico ma anche di tutela e salvaguardia dell’ambiente. Il nostro territorio, con questa iniziativa, può dimostrare che l’asse imprenditoriale è fortemente impegnato nel rispetto delle regole, ma soprattutto nell’essere più vicino alle comunità delle proprie città, mettendole in condizione di essere all’avanguardia sul tema ambientale e del vivere bene, in sicurezza. Questa è la sfida che parte da Terni e Narni».

Tesei «Un’occasione molto importante – ha sottolineato la governatrice umbra Donatella Tesei. Il tema della sostenibilità riguarda tutto il sistema Paese, e Terni in particolare. Si tratta di obiettivi che dobbiamo raggiungere anche utilizzando le prossime risorse europee del Recovery Fund che su questo asset è in grado di dare delle risorse che dobbiamo essere bravi a utilizzare nel miglior modo possibile».

Carlini «Con il supporto a questo progetto puntiamo a dare un sostegno decisivo a un territorio, quello dalla Conca ternana, che si candida con forza ad attrarre investimenti secondo i paradigmi emergenti del post-covid, orientati alla ricerca di una sintesi tra contesti urbanistici, naturali e imprenditoriali» ha dichiarato il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni Luigi Carlini. «L’auspicio – ha aggiunto – è che questo territorio possa così diventare attrattivo sul piano sociale per progetti di lavoro e di vita».

Urbani «Quando abbiamo iniziato a concepire il progetto Urban Re-Generation – ha detto il numero uno della sezione ternana di Confindustria – ci siamo resi conto che non avevamo esperienze pregresse alle quali fare riferimento. Oggi presentiamo le prime pagine di una storia che continueremo a scrivere grazie alla visione di otto aziende leader che credono profondamente nel valore della Sostenibilità, grazie al supporto fondamentale della Fondazione Carit e grazie all’impegno di tutto lo staff di Confindustria Umbria e della nostra Sezione di Terni. A tutti loro va il mio ringraziamento».

Focus Covid-19 «Nella ricerca condotta nelle otto aziende – riferisce Confindustria – un focus specifico è stato dedicato alla gestione dell’emergenza sanitaria. In base ai dati al 31 agosto 2020, l’Umbria ha registrato una casistica Covid decisamente migliore della media nazionale, con un’incidenza di casi di circa la metà rispetto al resto del Paese. In particolare, la regione ha registrato: 1,6% dei soggetti positivi individuati rispetto ai tamponi effettuati, contro una media nazionale del 3,12%; 0,20% dei soggetti positivi individuati rispetto alla popolazione regionale, contro una media nazionale dello 0,45%. Sin dalle primissime fasi dell’emergenza epidemiologica, le otto imprese monitorate hanno tempestivamente adottato protocolli precauzionali con misure ulteriori rispetto a quelle previste dalla normativa. Le trasferte del personale sono state ridotte fino al 60% ed è stato incentivato il ricorso a live meetings attraverso piattaforme digitali. Vi è stato ampio ricorso allo smart working anche per ridurre le emissioni dovute agli spostamenti casa-azienda. Secondo le imprese partecipanti che hanno partecipato alla ricerca, l’emergenza Coronavirus ha determinato una maggiore attenzione e un rinnovato impegno alla Sostenibilità in tutti i suoi aspetti: ambientale, sociale ed economica».

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