giovedì 22 giugno - Aggiornato alle 16:12

Cucinelli lancia la sua ‘Fabbrica contemporanea’: «Il successo? Più umanità, meno mail e whatsapp»

Il re del cashmere al centro di un progetto per un approccio ‘made in Italy’ al processo produttivo: «Usare la tecnologia per innovare, ma senza farsi dominare»

Cucinelli tra Ernesto Cesaretti e Flavio Tonelli

di Ivano Porfiri

Lavorare dalle 8 alle 17.30 con dedizione e produttività e, soprattutto, senza smartphone tra le mani. Poi staccare, nel vero senso della parola, e riposarsi fino al giorno dopo. Sabato e domenica niente lavoro e disconnessione totale da mail, Whatsapp e tutti gli altri social network. È la ricetta di Brunello per vivere meglio e creare prodotti innovativi, di alto livello, «contemporanei» per dirlo utilizzando una parola a lui molto cara.

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Fabbrica contemporanea Il re umbro del cashmere ribalta l’Industria 4.0 modellata sul concetto tedesco di produttività e la traduce in chiave italiana. «Il nostro Paese – dice – ha un grande futuro se saprà valorizzare le sue peculiarità, che sono la bellezza, la manualità, la creatività, e non certo le produzioni a basso costo». Nasce da questo concetto “Fabbrica contemporanea”, un progetto di 18 mesi che vede l’azienda di Solomeo al centro di un network formato da Università di Perugia, Mit di Boston, IIT di Genova con la collaborazione di Confindustria Umbria, più tre fornitori di tecnologia: Replay, Electra e Temera. Al termine del percorso dovrebbe scaturire un modello produttivo nel settore della moda, che va dal disegno della collezione alla messa in commercio. Un processo accompagnato, ma non dominato, dalla tecnologia.

Artigiani umanisti del web «Internet ha cambiato l’umanità – ha spiegato Cucinelli – noi dobbiamo essere gli artigiani umanisti del web. Il che significa utilizzare gli strumenti dell’innovazione, ma senza esserne succubi». Secondo l’imprenditore, perfino l’uso delle mail e dei messaggini spersonalizza i rapporti. «Chi deve parlare con me mi telefona perché ha una cosa importante da dirmi, non mi manda una mail o un messaggino perché sa che io non rispondo. Al mio collaboratore ho detto che se arriva una mail negativa deve buttarla, neanche voglio leggerla. La telefonata permette, invece, il contatto umano e fa risolvere un problema in meno tempo che scambiarsi 3-4 messaggi scritti. Chi è sempre connesso perde il 25-30 per cento del suo tempo».

Riposo creativo Nella Fabbrica contemporanea di Cucinelli, poi, il riposo ha quasi più valore del lavoro. «Oggi dire ‘sono stravolto’ è quasi una moda. Mio padre non era mai stravolto, era stanco. Per questo, dopo le 17.30 bisogna riposare, dedicare tempo ai propri affetti e alla spiritualità. Uno che si riposa, la mattina successiva è creativo, può dare di più di uno che ha lavorato fino a tardi». L’approccio cucinelliamo, si badi bene, non è luddista: «Io mi incontro con i miei amici della Silicon Valley e non ho paura a dire che la tecnologia va usata sì, ma umanizzandola. Loro sono molto interessati a questa visione». Ma, soprattutto, quello di Cucinelli è un appello al ritorno alla manualità. «Per anni ci siamo detti che i lavori manuali erano per chi non riusciva a studiare. Invece sono la nostra cultura e il nostro futuro, se fatti con passione e voglia di innovare. Io incontro al teatro di Solomeo chi ha voglia di creare un’impresa artigiana, non possiamo fare solo servizi e startup che nel 96% dei casi falliscono».

A scendere nel dettaglio del progetto è Flavio Tonelli, professore della Scuola politecnica dell’Università di Genova. «Fabbrica contemporanea vuole dare valore all’uomo – ha affermato -. Il nostro progetto va a collocarsi in questa particolare filiera legata al territorio, molto manuale, che distingue l’Italia, che vuole interpretare e non subire la tecnologia». Quindi, partendo dal processo manuale, si andranno a digitalizzare i passaggi più ripetitivi per snellire, mentre largo spazio all’uomo verrà lasciato per i momenti creativi. Primo passo sarà applicare questo modello alle 330 aziende con 3.700 addetti che collaborano con la Cucinelli. Allargandolo poi come un vero e proprio approccio “made in Italy”.

Confindustria interessata «La Brunello Cucinelli è impegnata a declinare in armonia con la sua filosofia il paradigma di Industria 4.0 – evidenzia il numero uno di Confindustria Umbria, Ernesto Cesaretti – ed è una delle pochissime realtà che approccia in modo originale il tema della digitalizzazione dei processi. Noi seguiamo da vicino questo lavoro, che coinvolge partner scientifici e tecnologici di rilevanza internazionale e ha assunto la fisionomia di un vero e proprio ‘progetto complesso’ che potrebbe aiutare la manifattura umbra e ispirare altri imprenditori a rispondere in modo personalizzato a una sfida che, se ben affrontata, può costituire una grande opportunità di crescita».