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giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 22:04

Crisi Panetto&Petrelli, la proprietà annuncia mobilità e cassa integrazione straordinaria

La Panetto&Petrelli (Foto Fabrizi-U24)

di Chia.Fa.
Twitter @chilodice

Mobilità per la metà delle maestranze. E cassa integrazione straordinaria (cigs) per gli altri. Accelera e rischia di precipitare la vertenza della Panetto&Petrelli, la storica poligrafica con 29 lavoratori in organico affidata, dopo diverse aste fallimentari, all’imprenditore edile ternano, Bruno Buccetti che, nei giorni scorsi, incontrando le rsu dell’azienda ha messo sul tavolo le drammatiche prospettive a cui, va ricordato, si somma l’emergenza stipendi, con gli operai di viale Martiri che dalla proprietà attendono ancora di riscuotere tre mensilità più la tredicesima.

Dimissioni in blocco del collegio sindacale Ma oltre alle pesantissime ombre che si allungano sul futuro del sito produttivo ai piedi del centro storico, si registrano anche pesanti turbolenze interne all’azienda. Già, perché a fine dell’anno il collegio sindacale presieduto da Leodino Galli si è dimesso in blocco, seguito qualche settimana dopo dal rappresentante del socio Sviluppumbria che, invece, si sarebbe detto fuori dal consiglio di amministrazione. All’origine della frattura, stando a quanto ricostruito, ci sarebbe il mancato recepimento da parte della proprietà delle indicazioni fornite dal collegio sindacale che, per il rilancio della poligrafica, aveva sollecitato una ricapitalizzazione, in quale misura non è dato saperlo, con relativa apertura a un nuovo socio e invitato il cda presieduto da Buccetti a potenziare il fronte commerciale per dare ossigeno ai volumi produttivi e, di riflesso, alla liquidità.

Sindacati in attesa del tavolo Operazioni che i vertici di viale Martiri non sarebbero state disponibili a mettere a punto, scatenando la ferma reazione del collegio che il 21 dicembre ha recapitato le proprie dimissioni. Restano incerti, invece, i contorni del contrasto con Sviluppumbria, anche se per molti lo scossone sarebbe stato causato da contrasti analoghi. Le organizzazioni sindacali, regolarmente informate dai propri rappresentanti, rimandano i commenti all’esito del tavolo della trattativa, non ancora convocato, anche se non è un mistero che nelle ultime ore preoccupazione e tensione siano schizzate alle stelle. Il 28 febbraio, infatti, la cassa integrazione ordinaria arriverà a esaurimento e il ricorso all’ammortizzatore straordinario sembrava scontato. Lo stesso, invece, non può dirsi per l’annuncio fatto dalla proprietà circa l’attivazione della mobilità di 15, forse 18, operai, praticamente il 50 per cento della forza lavoro. Un intendimento, questo, che se dovesse essere confermato al tavolo con i sindacati di categoria spalancherebbe i cancelli di viale Martiri a scenari inquietanti. Già, perché con il pesante taglio al personale, reso noto dai vertici dell’azienda, l’operazione di salvataggio e rilancio della storica poligrafica si trasformerebbe in un miraggio. «»

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