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mercoledì 28 settembre - Aggiornato alle 01:54

Crisi demografica, il Cresme: «Umbria si deve ricollocare, servono investimenti strategici»

Il dato emerge da un’indagine del centro studi presentata martedì: «Bisogna essere alla testa del processo di competizione»

Un momento della presentazione

di Daniele Bovi

Nel mezzo di una grave crisi demografica l’Umbria, «una regione eccezionale, deve capire come ricollocarsi; oggi bisogna stare alla testa del processo di competizione, non si può rimanere fermi». Il richiamo arriva da Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme (centro di ricerche per chi opera nel mondo delle costruzioni e dell’edilizia) che martedì a Perugia ha presentato insieme a Cna un’indagine sul settore delle costruzioni in Umbria e sul suo impatto in termini di Pil e non solo.

VIDEO – «UMBRIA DEVE FARE INVESTIMENTI STRATEGICI»

Crisi demografica Il punto di partenza dell’analisi è proprio la crisi demografica, tema che riguarda l’Umbria come il resto del paese. In dieci anni – tra 2011 e 2021 – la regione ha perso oltre 30 mila abitanti, mentre nel 2041 si dovrebbe arrivare a -58 mila. Un risultato frutto del calo delle nascite ma anche della perdita di attrattività di un territorio che, tra 2000 e 2010 presentava un saldo migratorio interno positivo; e anche se si considerano gli stranieri, dal 2012 al 2020 la media pur rimanendo positiva si è abbassata rispetto al decennio precedente. Numeri che tirano in ballo problemi centrali come l’invecchiamento della popolazione e la perdita di quella in età da lavoro, le politiche legate a natalità e sostegno alle famiglie e la capacità attrattiva di un territorio.

NASCITE, IN UMBRIA DAL 2008 -42%

Rilancio «C’è un problema di competizione territoriale – ha detto Bellicini – e di capacità attrattiva rispetto ad altri territori: oggi le persone scelgono quelli dove ci sono più opportunità. Si presenta il tema di una regione eccezionale, l’Umbria, che si deve ricollocare: oggi bisogna essere alla testa del processo di competizione, non si può rimanere fermi e il tema sono gli investimenti, che negli anni Duemila qui hanno viaggiato a ritmi più bassi. La competizione si fa tra territori che scelgono su quali aspetti strategici collocarsi». Nel dossier si invita a guardare al anche mercato immobiliare: nel 2021, complici mutui bassi e prezzi convenienti, le compravendite sono cresciute in modo importante (quasi 10 mila con un aumento di poco inferiore al 30 per cento rispetto al 2019), tornando ai livelli del 2008 e poco sotto al super picco di un anno prima.

IN 10 ANNI L’UMBRIA RISCHIA DI PERDERE ALTRI 34 MILA ABITANTI

Le opportunità del mercato La pandemia in questo contesto ha comportato una serie di forti cambiamenti: chi acquista cerca una casa tecnologicamente adeguata, con una stanza in più e con più verde. Nel complesso c’è stata una rivalorizzazione della casa diffusa sul territorio, legata a forme di vita più lente, e in questo contesto l’invito è quello di riflettere su come poter tornare a un’Umbria caratterizzata come all’inizio dei Duemila da un modello equilibrato di vita, puntando su innovazione dei modo di lavorare, cultura e giovani. Anche da qui, sostiene la ricerca, può passare un rilancio del modello umbro.

LE PREVISIONI DEMOGRAFICHE PER I PRINCIPALI COMUNI UMBRI

I GRAFICI CON LE PREVISIONI COMUNE PER COMUNE

Tesei Commentando i dati relativi alla crisi demografica, la presidente Donatella Tesei (che ha partecipato alla presentazione insieme ai vertici di Cna), ha sostenuto che «stiamo rispondendo da quest’anno finalmente in maniera organica e strutturale, attraverso un ampio sistema di sostegni alle famiglie». La presidente ha citato il bonus bebè (nel 2021 erogato a circa 800 famiglie), le misure per le neo mamme, il bonus asili e quello relativo ai campi estivi, le borse di studio e la no tax area per gli universitari. Tutte misure «i cui risultati si vedranno nei prossimi anni». Quanto all’attrattività, Tesei ha messo sul tavolo i dati relativi a turismo, aeroporto e Pnrr: «tutte misure che creeranno ora e nei prossimi anni condizioni abilitanti, del tutto nuove, per le imprese della regione».

Twitter @DanieleBovi

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