mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 21:55

Crisi industriale complessa Terni-Narni al giro di boa: 73 investimenti al vaglio

Chiesti oltre 22 milioni per cinque maxi progetti, atteso via libera. Scintille tra Paparelli e Giuli, Romanelli: «Focus Ast e Novamont»

di Mar. Ros.

C’è un primo bilancio dell’effetto Area di crisi complessa Terni-Narni: «L’ex ministro Calenda ci aveva lanciato la sfida e i progetti non sono mancati. La risposta del territorio è stata importante, il tessuto industriale evidenzia un dinamismo e prospettive di sviluppo che intendiamo continuare a sostenere». Questo il commento del vicepresidente della Regione Umbria Fabio Paparelli, che a sindacati, sindaci e associazioni di categoria del territorio Terni-Narni, ha rappresentato i risultati della prima fase della strumentazione finanziaria messa a disposizione delle imprese. Ne è risultato che un terzo delle manifestazioni di interesse avanzate ai tempi della call sono progetti concreti.

VIDEOINTERVISTA A PAPARELLI

Area di crisi industriale complessa I progetti e le richieste di agevolazioni hanno superato le risorse a disposizione. Per gli interventi di aiuto ai sensi della legge 181, c’erano 20 milioni di euro. Alla chiusura dei termini di presentazione delle istanze, il 17 settembre scorso, sono stati presentati 9 progetti da 70 milioni di investimento totale e 205 nuovi occupati. Otto di questi risultano compatibili con i requisiti richiesti nell’avviso, uno è stato escluso. Secondo la graduatoria tracciata dalla commissione competente, però, solo cinque sono stati avviati alla fase istruttoria tecnico-economica. Si tratta dei programmi di investimento di Fucine Umbre (circa 9 milioni, 31 occupati); Unicalce (4,6 milioni, 5 occupati); Green light development (5,5 milioni, 25 occupati); Grande meccanica (circa 3 milioni, 15 occupati); Novamont (con finanziamento fino a concorrenza delle risorse disponibili, 10 milioni e 12 occupati). Restano fuori Oleificio Coppini, Paolini e Antica dimora Umbria.

Accordo di programma Rispetto al progetto Novamont ha sollevato la necessità di vederci chiaro il segretario generale della Cgil di Terni Attilio Romanelli: «L’azienda ha acquistato stabilimenti a Patrica, è necessario capire se a Terni intendono portare avanti solo il discorso di Ricerca o anche la produzione». Per chi è rimasto fuori dai finanziamenti della 181, da parte della Regione c’è l’impegno a valutare la possibilità di attivare nuove risorse. Le imprese vi potranno accedere per tutta la durata dell’accordo di programma siglato tra ministeri, Comuni, Invitalia e Palazzo Donini per il progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell’area di crisi complessa (fino al 2021). All’interno di quell’accordo fissate le linee guida di intervento sulle quali, Paparelli intende fare il punto, considerato l’avvicendamento a Palazzo Spada: col vicesindaco Giuli, in tal senso, non mancano scambi di battute particolarmente pepate: al centro della discussione, l’utilizzo dei teatri di posa, per il progetto Living lab, che il Comune starebbe invece pensando di destinare ad uso differente.

Misura 3.3.1. Sono invece 64 i progetti presentati a Sviluppumbria nell’ambito dell’avviso regionale per il sostegno agli investimenti delle Piccole e medie imprese (azione 3.1.1. Por Fesr), in questo caso ammonta a 25 milioni di euro la somma prevista per investimenti, i contributi richiesti a circa 7 milioni e i nuovi occupati previsti sono 112. Grazie all’accordo di programma poi, nel bilancio dei risultati dell’Area di crisi complessa, Paparelli ha ricordato l’importante accordo di sviluppo Alcantara per la realizzazione di un investimento di 150 milioni con oltre 170 nuovi occupati e quello di innovazione per la verticalizzazione di produzioni della siderurgia presentato da Ast grazie ad un programma di ricerca che sarà realizzato per circa 14 milioni di euro. L’accordo è in fase di sottoscrizione e anche in questo caso Romanelli ha sottolineato: «L’acciaieria prevede quasi 100 occupati in meno nei prossimi due anni». L’assessore regionale: «Presto incontreremo i vertici, poi di nuovo i sindacati prima di tornare al Mise». Nella lista degli stumenti nazionali attivati nell’area di crisi complessa, inoltre, un progetto di ricerca capitanato da Smre sui temi dell’energia pr la mobilità sostenibile (da  milioni, cofinanziato dalla Regione e al vaglio di Invitalia); la reindustrializzazione dell’ex Sgl già avvenuta e poi il contratto di sviluppo sui temi del turismo: nei 35 milioni di investimenti rientra pure Leolandia.

Le infrastrutture I risultati dell’area di crisi complessa al giro di boa, sono stati accolti positivamente, soprattutto da Confindustria (presente il vice direttore generale Alessandro Castagnino). Il sindaco di Narni Francesco De Rebotti è invece intervenuto nel merito della qualità degli investimenti ed è tornato a sottolineare l’importanza della piastra logistica di Terni e Narni. «Sul punto – ha detto Paparelli – è in definizione  la convenzione per il collegamento con la linea ferroviaria». Restano poi tuttora aperti altri avvisi: quelli per le startup tecnologiche (dotazione di 3 milioni con una riserva di 1 milione per l’area di crisi e scadenza il prossimo 21 dicembre), per il sostegno a programmi di ricerca industriale e sviluppo delle imprese (8 milioni di cui 3 per le imprese dell’area di crisi Terni-Narni con scadenza il 20 gennaio) e per l’efficientamento energetico dei cicli produttivi (3 milioni di cui 1 per l’area di crisi, avviso che verrà pubblicato entro la fine del 2018). Dall’asse Gepafin-Artigiancassa, che si sono aggiudicate le procedure pubbliche per la gestione degli strumenti finanziari del Por -Fesr 2014-2020, sono nati strumenti finanziari operativi dallo scorso 10 ottobre e relativi a garanzie su rischi di insolvenza (fino all’80% del credito vantato dall’istituto finanziatore, garanzia concessa a titolo gratuito), riassicurazioni su garanzie Confidi, acquisizione di partecipazioni di minoranza a tempo determinato e prestito partecipativo anche nella forma di prestito subordinato.

@martarosati28

I commenti sono chiusi.