domenica 16 giugno - Aggiornato alle 05:44

Cresce il numero di imprese bio: l’Umbria tra le regioni con la più alta incidenza

I dati della Camera di commercio di Perugia: l’80% opera in agricoltura, aumentano anche quelle del commercio e della manifattura

Un caseificio umbro (foto F.Troccoli)

Dalla carne ai legumi, dalle verdure fino a pasta, frutta secca, dolci e vini ma non solo. In Umbria secondo gli ultimi dati della Camera di commercio di Perugia al 30 settembre dell’anno scorso risultavano attive oltre 1.400 imprese certificate bio; una regione in cui ogni 10 mila aziende sono 151 quelle biologiche, il che equivale al settimo posto nella graduatoria delle regioni italiane. Un numero di imprese peraltro in aumento: «Nei primi nove mesi del 2018 – spiega la Camera – l’offerta di produzioni biologiche made in Italy e made in Umbria si è ulteriormente arricchita grazie all’aumento degli operatori che possono fregiarsi del bollino verde bio». La stragrande maggioranza sono concentrate nella provincia di Perugia (80%, 1.168 in termini assoluti), dove sono 160 ogni 10 mila imprese, che vale il 32° posto tra le 105 province italiane (117 ogni 10 mila l’incidenza in quella di Terni).

Offerta in crescita «In Umbria e in provincia di Perugia – spiega la Camera di commercio – la maggioranza delle imprese bio opera in agricoltura (oltre l’80%), dove peraltro si sconta una accentuata fragilità organizzativa determinata da livelli dimensionali estremamente ridotti e frammentati. Altri settori in cui il bio appare in crescita sono il commercio e il manifatturiero». L’ente camerale sottolinea poi come dall’analisi della governance emerga che il mondo dell’imprenditorialità bio si caratterizza per una buona presenza di imprese guidate da donne e da giovani. «Molto più di una moda passeggera – conclude la Camera – la vocazione alla produzione rispettosa dell’ambiente ha conquistato negli ultimi anni una platea sempre più ampia di imprese».

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