domenica 31 maggio - Aggiornato alle 13:28

Covid, Ast riparte lunedì: c’è il nulla osta del prefetto. Sindacati: «Un pericolo»

Ripresa produttiva dell’acciaieria graduale e alcuni ancora esonerati dal lavoro, prosegue cassa integrazione. Le reazioni

di Mar. Ros.

«Non sono emersi elementi ostativi alla prosecuzione delle attività produttive di Acciai Speciali Terni». Così si è espresso il prefetto Emilio Dario Sensi alla luce non solo delle ispezioni effettuate dall’Usl all’interno dello stabilimento ma anche al termine di una propria istruttoria condotta  con l’ausilio del comando provinciale della guardia di finanza. Lunedì, salvo sorprese, l’acciaieria tornerà a produrre. Nella serata di sabato ai dipendenti è stata inviata la comunicazione da parte dell’azienda: «Ripartenza graduale, alcuni saranno ancora esonerai dal lavoro, prosegue la cassa. Per gli impiegati ancora smart working»

Sindacati Le segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb hanno però a questo proposito ribadito che il solo rispetto dei Dpcm e dei protocolli sono elemento fondamentale per garantire la riduzione del rischio di contagio da Covid-19: «Restiamo convinti – scrivono in una nota – che con l’emergenza sanitaria in atto, la ripresa di Ast può rappresentare ancora un pericolo. Auspichiamo che le istituzioni comunali e regionali si facciano carico di quanto sopra esposto, esercitando il ruolo e la funzione di controllo in questa fase di gestione dell’emergenza sanitaria per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini nel loro insieme».

Ripresa produttiva Ast Nel merito del confronto avuto nel pomeriggio di sabato con l’amministratore delegato Massimiliano Burelli, quindi, le segreterie territoriali pur esprimendo delle perplessità sull’opportunità della ripartenza, hanno rivendicato una ripresa non immediata e comunque graduale con previo confronto tecnico con le Rsu. Ripartenza dunque, hanno chiesto, non prima delle ore 6 di lunedì  aprile. Contestualmente i segretari metalmeccanici hanno chiesto l’apertura di una nuova procedura di cassa integrazione per ulteriori 2 settimane estesa a tutti i lavoratori e una distribuzione dei dispositivi di protezione individuale utili al contenimento del virus a tutte le maestranze presenti in fabbrica. «Resta inteso – ammoniscono i sindacati – che il percorso avviato è oggetto di continua e costante verifica e laddove dovessero venire meno i presupposti per la garanzia di salute e sicurezza, le organizzazioni sindacali metteranno in essere tutte le iniziative necessarie per il ripristino di tale garanzia».

Ast comunica «Le persone appartenenti ai reparti e ai servizi per la produzione – scrive l’azienda ai lavoratori – come di consueto, riceveranno specifiche comunicazioni dai propri responsabili. Anche le persone che svolgono attività di ufficio, e che hanno lavorato nelle settimane passate in modalità smart working, riceveranno specifiche comunicazioni dai propri responsabili, fermo restando che, se proseguono o riprendono a lavorare, continueranno a farlo da remoto, fatte salve speciali esigenze da valutare caso per caso (necessità di recarsi occasionalmente in ufficio per raccogliere documenti). Come sempre è avvenuto finora, la Società continuerà a prestare la massima attenzione alle misure di prevenzione e di tutela della salute di tutto il personale, anche rispetto al rischio specifico derivante dal Coronavirus, attraverso il monitoraggio continuo delle misure poste in essere, ed il dialogo costante con i rappresentanti dei lavoratori. Desideriamo ringraziare di nuovo tutte le persone che lavorano in AST per il senso di responsabilità, la serietà e l’impegno che stanno dimostrando, con la certezza che, grazie alla perseveranza ed alla determinazione di tutti noi, saremo in grado di superare le difficoltà di questo particolare momento».

Le reazioni Prima ancora delle comunicazioni del prefetto, il Movimento Cinque stelle nelle sue articolazioni provinciali e regionali, aveva detto: «Riaprire i cancelli della fabbrica significherebbe mettere a stretto contatto tra loro oltre 3.000 persone aumentando esponenzialmente il rischio di contagio che andrebbe a coinvolgere anche le relative famiglie. Ci sorprende – avevano scritto il consigliere di Palazzo Cesaroni Thomas De Luca e i suoi colleghi di Palazzo Spada, Fiorelli, Pasculli, Simonetti, Pococacio e Tobia – che la Governatrice Tesei non abbia espresso alcuna opinione a riguardo vista la portata della questione, nelle prossime ore chiederemo formalmente se ci siano state corrispondenze con la Prefettura, con le altre istituzioni o con la stessa azienda. Spero che lei e lo stesso Sindaco di Terni Leonardo Latini, facciano tutto ciò che è in loro potere per tutelare la salute non solo dei lavoratori e delle loro famiglie ma dei cittadini ternani e umbri, prendendo posizioni chiare e trasparenti rispetto alla riapertura dello stabilimento. Oggi per l’ennesima volta nella storia di Terni ciò che si deciderà per le acciaierie, avrà un peso per tutta la nostra comunità anche in termini di salute».

Nevi Il deputato di Forza Italia Raffaele Nevi, alla notizia della riapertura, dice: «Ricominciare a produrre comporta sicuramente dei rischi e quindi auspico la massima responsabilità da parte di tutti e il massimo dialogo tra azienda e sindacati. I lavoratori ancora una volta stanno dando prova di grande responsabilità vista la situazione molto delicata in cui si trova azienda in rapporto alla concorrenza mondiale ma nessuno può barattare il lavoro con la salute e quindi occorre fare di tutto per assicurare il massimo della sicurezza sanitaria innanzitutto. Chiaramente dobbiamo fidarci del Prefetto che ha gestito la vicenda direttamente e delle autorità preposte. Da parte nostra come movimento politico di Forza Italia cercheremo, a livello nazionale, di prevedere un premio per quei lavoratori che assicureranno la continuità aziendale e con essa la possibilità per l’Italia di rimanere competitiva con le sue produzioni strategiche. Se ci sarà unità e attenzione tra tutti sarà una grande prova e un grande esempio per tutto il Paese».
Sinistra Civica Verde, Sinistra Italiana e Articolo 1 «Incomprensibile e fuori contesto la scelta del prefetto che, su richiesta dell’azienda e con il placet (visto il silenzio) della presidente della Regione e del sindaco di Terni, ha concesso l’autorizzazione alla totale riapertura degli impianti di Ast, quando altre realtà importanti del territorio sono ancora chiuse. Non ci sembra che così si rispettino gli obbiettivi di proseguimento delle restrizioni predisposte dal nuovo decreto del Presidente del Consiglio al 13 aprile. La nostra città fin’ora ha retto in termini di contagi e decessi, quanto ancora potremo mantenere questo trend con una fabbrica da tre mila persone in attività? Ringraziamo il lavoro incessante svolto dalle organizzazioni sindacali, dalle Rsu ed Rls in una trattativa estenuante con la dirigenza Ast, la quale, ancora una volta, si mostra distante dagli interessi primari dei lavoratori che non possono essere considerati fondamentali e strategici solo a piacimento dei vertici aziendali. E’ indispensabile, inoltre, che si continui a vigilare con più accuratezza sulla sicurezza in tutte le realtà e luoghi di lavoro del nostro territorio, che non merita di essere governata da amministratori insipienti e subalterni agli interessi economici».

Pd «Chiediamo al prefetto di Terni – scrive Fabio Paparelli, consigliere regionale Pd – di rendere note le motivazioni ed il relativo verbale con cui ha deciso la riapertura di un attività ritenuta non essenziale dai decreti del governo, in questo momento emergenziale che può mettere a rischio la tenuta sanitaria della città e della Regione. Al contempo lo stesso prefetto si adoperi, al fianco dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, affinché la stessa azienda renda trasparenti le modalità e i dispositivi che verranno messi a disposizione dei lavoratori ai fini della tutela della loro salute e dell’intera città. Le istituzioni preposte controllino, sindaco e assessore regionale al lavoro battano un colpo».

Senso civico «Sappiamo cosa significhi nel bene e nel male – scrive il consigliere comunale di Terni, Alessandro Gentiletti – il legame della nostra città con l’acciaieria. Un presidio produttivo che va difeso ma senza rischi per la salute dei lavoratori e della città, che ha fatto e sta facendo tanti sacrifici per limitare la diffusione del contagio. Credo che la Regione dovrebbe valutare di mettere subito a disposizione per tutti i lavoratori di AST i tamponi, così come per i sanitari. Sarebbe opportuno, inoltre, conoscere le valutazioni del sindaco, anche alla luce della posizione che assunse qualche tempo fa sulla tutela prioritaria della salute. Condivido le sollecitazioni che provengono dalle forze sociali e dalla città affinché l’amministrazione territoriale si esprima ed eserciti tutte le sue competenze».

M5S «Di fronte alla discutibile scelta di riavviare l’attività di Ast – scrivono Thomas De Luca, consigliere regionale del M5s e Federico Pasculli, consigliere del Comune di Terni – nell’assordante silenzio del sindaco e della presidente della Regione, riteniamo imprescindibile un intervento rigoroso e diretto a tutela della salute pubblica. I test a tappeto su tutti i dipendenti prima del ritorno a lavoro e ripetuti successivamente ad intervalli regolari di tempo sono una necessità imprescindibile. Il rilevamento della temperatura corporea risulta una misura risibile e totalmente in controtendenza rispetto alle evidenze scientifiche che stanno attestando una grave e abnorme sottovalutazione della presenza di asintomatici. Per la stessa ragione per cui ormai da settimane stiamo chiedendo un’attività di screening su operatori sanitari, forze dell’ordine, addetti dei supermercati e della filiera agroalimentare, corrieri, impiegati, operai e tutti coloro che continuano ad essere esposti anche in questi giorni di quarantena. Il rischio di riaccendere un focolaio infettivo potrebbe inoltre aggravare una situazione sanitaria ancora in affanno complicando una condizione che proprio in questi giorni inizia ad avere dati rassicuranti. Lo sviluppo di un focolaio di infezione all’interno della fabbrica avrebbe conseguenze devastanti per tutto il territorio regionale, non solo dei lavoratori ma anche delle loro famiglie e di tutte le comunità dove esse risiedono».

Il sindaco Latini «Come sindaco di Terni – spiega Latini in una nota – continuo a monitorare e a interessarmi costantemente, come ho sempre fatto, senza clamori o pubblicità, delle dinamiche del lavoro e dei diversi siti produttivi del nostro comune, soprattutto durante questa emergenza sanitaria. Ribadisco, per quanto mi riguarda, l’alto valore e il significato del lavoro per ciascun essere umano. Con riferimento alla maggiore azienda del nostro comprensorio, in queste settimane il mio contatto a livello istituzionale è stato frequente e preoccupato, con l’obiettivo di dare un contributo fattivo, nei limiti delle mie competenze e prerogative di legge. Nel momento in cui le norme nazionali, come interpretate a livello locale dagli organi di rappresentanza territoriale del Governo, consentono la ripresa dell’attività di Ast, ho rappresentato in tutte le interlocuzioni l’assoluta necessità che siano rispettate tutte le prescrizioni e che vengano adottate tutte le misure di controllo e di verifica a salvaguardia della sicurezza e della salute dei lavoratori e delle loro famiglie. Nelle prossime ore, nei prossimi giorni continuerò ad esercitare il mio ruolo che ritengo doveroso porre in essere a tutela dei lavoratori e dei cittadini ternani, della loro salute e del loro futuro».

 

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