domenica 31 maggio - Aggiornato alle 13:14

Covid, a Terni ‘paralisi’ del settore metalmeccanico: ammortizzatori sociali per 6.000 addetti

Fim, Fiom e Uilm: «Su ripresa Ast intervenga la Regione». De Luca: «Tamponi sui lavoratori», Gentiletti: «Sindaco esprima la sua posizione politica»

 

Coils di acciaio

Il settore metalmeccanico nella provincia di Terni è vicino alla paralisi totale, pochissime le aziende in questo momento in attività e anche quelle legate alle filiere essenziali sono aperte in modalità ridotta.Ne danno notizia i segretari territoriali delle tre principali sigle di categoria, Fiom Cgil (Alessandro Rampiconi), Fim Cisl (Simone Liti) e Uilm Uil (Simone Lucchetti) che forniscono anche il numero delle richieste per ammortizzatori dedicati all’emergenza Covid-19: istanze per 6 mila lavoratori che rappresentano più dell’80% dell’intera forza lavoro.

Metalmeccanici ternani «Il comportamento delle aziende non è stato uniforme – riferiscono i tre segretari riferendosi al periodo -. Abbiamo avuto esempi virtuosi da seguire, come chi ha concordato con il sindacato fermate anche prima dei decreti al fine di sanificare e mettere in sicurezza la salute dei lavoratori, per ridurre il rischio da contagio, ripensando anche a nuovi modelli organizzativi, e chi invece ha pensato solo alla prosecuzione dell’attività con un vecchio cinismo padronale».

Appello alla Regione «Registriamo – scrivono ancora i rappresentanti delle Tute blu – che già c’è chi tra le aziende si è resa disponibile per effettuare tamponi e test sierologici per i lavoratori, ma su questo punto serve chiarire se il sistema sanitario regionale è pronto a svolgere questo compito determinante per evitare la diffusione del contagio nei luoghi di lavoro». Tra le righe insomma, Rampiconi, Liti e Lucchetti chiedono un intervento della presidente umbra Donatella Tesei, chiamata ad esprimersi anche sulla ripresa della più grande azienda del settore metalmeccanico, per occupati e fatturato».

Ripresa Ast «Dopo due settimane di fermo produttivo, le attività di Ast sono potute riprendere dopo una comunicazione del Prefetto di Terni, che a fronte di un’istruttoria non ha rilevato elementi ostativi alla ripresa. Pesante nella vicenda – denunciano – il silenzio assordante delle istituzioni regionali. Nei giorni scorsi – rivelano – abbiamo assistito ad una strumentalizzazione sulla strategicità di Acciai Speciali Terni che noi continuiamo a sostenere e rivendicare con forza. Tutti gli accordi fatti, negli anni passati, che sono stati sottoscritti hanno affermato questa condizione che deve essere indispensabile anche rispetto al futuro. Èevidente che la strategicità menzionata nel DPCM del 22 marzo 2020 è riferita all’emergenza sanitaria e quindi ne cambia radicalmente il senso. Chiediamo a tutti i soggetti deputati di assumere il massimo impegno e responsabilità».

Ast A tal proposito, il capogruppo regionale M5s, Thomas De Luca, che come altri ritiene «discutibile e pericolosa la scelta di riavviare l’attività del polo siderurgico di Terni», sollecita un «intervento rigoroso e diretto a tutela della salute pubblica: «I tamponi a tappeto su tutti i dipendenti prima del ritorno a lavoro e ripetuti successivamente ad intervalli regolari di tempo, ormai una necessità imprescindibile». Alle dichiarazioni del sindaco di Terni Latini intanto risponde il consigliere di Senso Civico Alessandro Gentiletti: «Non ci parli di ciò che non può fare, ma di ciò che può e fa. Ci dica finalmente la sua posizione politica sulla riapertura di AST, che ad oggi in molti non hanno compreso. Ci dica se questa posizione è stata ufficializzata e formalizzata ad ogni livello e ad ogni autorità competente ed in quali fasi e con quali atti. Ci dica se intende o meno sollecitare interventi specifici da parte della Regione, espressione del suo stesso schieramento politico e su cosa. Ci dica quale è la sua posizione in ordine ai tamponi che sono stati richiesti da più parti, anche dal suo partito di provenienza».

Fim, Fiom, Uilm Infine, le segreterie territoriali ritengono urgente che le prossime decisioni prese dal il Governo nazionale, siano efficaci per tutelare il lavoro e i lavoratori tutti, in modo da garantire una tenuta economica e sociale del Paese. «In questo momento – scrivono – pensiamo sia indispensabile effettuare incontri specifici in tutte le aziende del Ternano per mettere in campo ulteriori azioni necessarie, oltre a ciò che prevedono i protocolli e Dpcm per avere una ripresa delle attività produttive nel massimo del rispetto della sicurezza e della salute dei lavoratori».

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