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venerdì 5 marzo - Aggiornato alle 21:40

Covid-19, ristoratori e baristi in mobilitazione alla vigilia delle chiusure: «Sappiamo lavorare in sicurezza»

Cardinali di Confcommercio invita i commercianti ad esporre cartelli contro il governo: «Servono indennizzi adeguati»

Baretto in protesta

«Basta al caos normativo che ci sta mettendo in ginocchio, siamo in grado di lavorare in sicurezza». E’ il grido di allarme dei ristoratori e dei titolari di bar alla vigilia della chiusura totale che scatterà il 24 dicembre e sarà valida per tutti i giorni festivi e prefestivi fino all’Epifania, quando l’Umbria e il resto del paese saranno zona rossa.

Le restrizioni previste per il Natale e il Capanno hanno innescato la mobilitazione della Fipe (federazione pubblici esercizi) di Confcommercio, guidata dal presidente regionale Romano Cadinali, che ha invitato l’intera categoria a «esporre un cartello di protesta verso l’operato del governo, per poi fotografarli e condividerli sui sociale: da febbraio abbiamo contato 22 DPCM a cui si sommano le ordinanze regionali, 36 Decreti Legge, almeno 160 giorni di chiusura e soprattutto una differenza impressionante fra quanto annunciato e quanto attuato». Cardinali dice che anche in Umbria «c’è tanta rabbia ed esasperazione per le misure anti Covid che aprono e chiudono le nostre aziende come interruttori: noi vogliamo lavorare e siamo in grado di lavorare in sicurezza e al governo abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere la prospettiva di un piano di riqualificazione e sviluppo, la chiarezza sui tempi di riapertura, una manovra correttiva che garantisca indennizzi adeguati e ristori calcolati sulle effettive perdite, sostegno all’indebitamento, risoluzione dei problemi di locazione».

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