domenica 31 maggio - Aggiornato alle 11:15

Covid-19, gli edili scrivono a Tesei: «Subito un ‘Cura Umbria’»

Chiedono una rivoluzione su appalti, liquidità e pagamenti, procedure e burocrazia. Le proposte

©Fabrizio Troccoli

Gli edili dell’Ance scrivono alla presidente Tesei per chiedere un ‘Cura Umbria’ e una rivoluzione delle regole per fare ripartire l’economia tenuto conto che «la pandemia del Covid19 rischia di causare con l’irrompere di una catastrofica recessione».

La nota Chiedono di agire in maniera conseguente allo sforzo dei sanitari : «Mentre anche in Umbria i nostri straordinari operatori sanitari e i tanti lavoratori delle attività e dei servizi essenziali stanno dando ancora una volta un’eccezionale prova di coraggio e professionalità, salvano persone e ci permettono di vivere, forse a noi spetta il compito almeno di cominciare a discutere come affrontare il dopo emergenza sanitaria e preparare i presupposti della ripresa». E la richiesta è chiara: «Abbiamo bisogno immediatamente di un “Cura Umbria” che sia il presupposto di un vero e proprio “Piano di rinascita dell’Umbria”. Dobbiamo vincere questa doppia guerra: sanitaria ed economica e lo possiamo fare con una reazione immediata e con regole nuove ed esercitando responsabilità da tempo di guerra».

I numeri Alcuni numeri : «Noi, le nostre imprese, i nostri lavoratori – scrivono nella nota -, tutto il settore delle costruzioni veniamo da una durissima crisi ultradecennale. In questi anni abbiamo perso, anche in Umbria, decine di migliaia di lavoratori e centinaia di imprese, ma ciò nonostante non abbiamo perso la certezza di essere una risorsa strategica, un attore indispensabile per il “Cura Umbria” e poi soprattutto per il “Piano di rinascita” della nostra Regione e delle nostre città. Il nostro settore con l’indotto rappresenta circa un quarto del PIL, la filiera delle costruzioni attiva l’86% dei settori industriali; un milione investito in costruzioni ne attiva 3.5. C’è bisogno quanto prima di interrompere la scelta dei sussidi e puntare a posti di lavoro che diano salari e stipendi».

Le proposte Quindi le proposte: «Un Piano straordinario di infrastrutturazione e manutenzione del territorio con burocrazia zero: erogazione immediata dei contributi regionali, obbligo di rapido avvio dei lavori entro il 31 dicembre 2020, procedure “a monte” della gara ultra semplificate, realizzazione dell’opera secondo un cronoprogramma definito e vincolante; Sulle procedure degli appaltiuna valorizzazione delle imprese del territorio regionale in base alla proposta presentata da Ance Umbria alla Giunta Regionale; Al fine di contrastare la crisi di liquidità gravissima le stazioni appaltanti devono procedere alla contabilizzazione dei SAL ed ai relativi pagamenti in tempi rapidissimi, anche in deroga alle condizioni di contratto e/o capitolato, come già fatto a livello nazionale da ANAS; Aggiornamento costi della sicurezza attraverso un immediato riconoscimento nel Prezzario regionale dei maggiori costi per le imprese di costruzione concernenti le misure di sicurezza introdotte dai Protocolli nazionali per fronteggiare – nei cantieri edili – la diffusione del virus COVID -19; Ricostruzione post sisma: una reale semplificazione delle procedure per la presentazione dei progetti e per la rendicontazione delle opere; proroga durata piani attuativi e titoli abilitativi per due anni, nonché di quelli che verranno autorizzati entro un anno dalla fine dello stato di emergenza; I Comuni, al fine di sostenere l’attività edilizia, dispongano per un periodo di tre anni dal 14 aprile 2020 una riduzione del 40% dei valori del contributo di costruzione;  Riduzione, da 60 a 45 giorni, del termine stabilito per lo svolgimento dell’istruttoria ai fini del rilascio del permesso di costruire e riduzione, da 10 a 5 giorni, del termine per l’adozione del provvedimento finale».

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