sabato 4 aprile - Aggiornato alle 19:30

Coronavirus, fermata Ast fino al 3 aprile: Finitura e Spedizioni operativi per altri quattro giorni

Stop per emergenza Covid-19: garantiti servizi minimi essenziali e salvaguardia impianti. Via alla cassa integrazione

di M. R.

«L’assoluta rilevanza strategica delle Acciaierie di Terni nell’economia nazionale avrebbe permesso ad Ast di continuare la propria attività come previsto dal decreto, ma per la grave situazione di emergenza Coronnavirus, l’azienda ha deciso di fermare la produzione fino al 3 aprile. I lavoratori saranno esonerati dallo svolgimento della propria mansione con il ricorso alla cassa integrazione ordinaria per Covid-19, dove possibile, o la fruizione di ferie (la risposta che i sindacati aspettavano). Grazie a tutti voi per la disponibilità e il senso di responsabilità dimostrati. Supereremo questa emergenza». Questo in sintesi il messaggio che la direzione Ast ha inviato ai propri dipendenti.

Fermata Ast per Coronavirus Come anticipato da Umbria24, i soli reparti che lavoreranno ancora per qualche giorno (fino alle 5.59 di sabato) sono il Centro di finitura di Sabbione e il servizio Spedizioni per lavorazioni legate al biomedicale. Per il resto, fino al 3 aprile, Ast vivrà si sola sorveglianza impianti e servizi minimi per assicurare la continuità del business. Esonerato dall’attività lavorativa anche il personale che in questi giorni ha apportato il proprio contributo in modalità smart working. «Proseguiranno – garantisce Ast – le attività legate alla prevenzione Coronavirus, inclusa la disinfezione costante degli ambienti di lavoro».

Sindacati «Nella tarda serata di ieri – riferiscono le organizzazioni sindacali –  l’amministratore delegato di Acciai Speciali Terni ha comunicato la chiusura di tutto il sito fino al 3 aprile 2020. Questo è un risultato ottenuto, in ottemperanza dell’ultimo Dpcm del 22 marzo 2020, grazie alla mobilitazione che i lavoratori di Ast e delle ditte terze, hanno sostenuto in questi 15 giorni di trattativa, con un’azienda che ha cercato fino all’ultimo minuto di produrre.
Lo stesso Burelli ha comunicato la necessità di completare le spedizioni e alcune lavorazioni al Cdf legate al biomedicale. Le segreterie territoriali hanno assunto come obbligo morale oltre che di legge procedere in tal senso: dando tutta la disponibilità all’azienda, vista anche l’impossibilità di verificare concretamente l’utilizzo dei tanti materiali, si sono rese disponibili ad avviare un percorso con le Rsu che garantisse le lavorazioni previste. Non si accetta invece che il biomedicale venga utilizzato in maniera strumentale per eludere e non rispettare le misure per evitare il contagio». Già dalle 14 di oggi dunque avviate le verifiche del rispetto della salute e della sicurezza dei lavoratori coinvolti.

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