martedì 22 gennaio - Aggiornato alle 01:59

Con la cultura si mangia: ecco quanto si spende in Umbria per musei, teatro, musica e cinema

Un miliardo di valore aggiunto e 22 mila occupati con un ritorno di 309 milioni dai turisti. Ogni umbro sborsa 25 euro l’anno per spettacoli

di Ivano Porfiri

Oltre mezzo milione di euro nelle casse dei musei, oltre 11 milioni per gli spettacoli dal vivo (tra teatro, musica e danza), altrettanto per il cinema. È il volume di affari che genera in Umbria la cultura in un anno. Segnatamente nel 2017, secondo l’ultimo report dell’Istat, che rivela un settore vivo e in crescita. Anzi, una parte di esso, visto che i numeri della cultura in senso lato sono molto più grandi.

Un miliardo di valore aggiunto Secondo lo studio ‘Io sono cultura’ 2018 di Fondazione Symbola e Unioncamere, il valore aggiunto in Umbria del sistema produttivo culturale e creativo vale, infatti, un miliardo e 9 milioni di euro (+3,4% sul 2016), il 5,2% del totale dell’economia regionale. Questo comparto dà lavoro a 21.800 persone (+2,9%), il 5,7% degli occupati totali in Umbria. Le imprese del settore sono 3.904 di cui 948 in architettura e design, 581 nella comunicazione, 154 nel cinema, radio e tv, 473 nel software e videogiochi, 72 nella musica, 1.511 in editoria e stampa, 144 nelle performing arts, 21 nel patrimonio storico artistico. La spesa turistica attivata è calcolata in 309 milioni di euro e incide per il 37,2% nella spesa turistica totale.

Soldi pubblici Ma quanto ci investe il pubblico? È dell’1,9% l’incidenza sul totale della spesa della pubblica amministrazione in Umbria (statale, regionale e comunale) per attività creative, culturali e di culto nel 2016. In crescita rispetto agli ultimi anni ma comunque inferiore alla percentuale di tutte le regioni del Centro-Nord. Considerando solo i comuni umbri, la spesa è 41 milioni di euro per la tutela e la valorizzazione dei beni e delle attività culturali (di cui 12,7 per redditi di lavoratori dipendenti): il 10,2% sul totale delle spese correnti.

Musei da mezzo milione Ma andiamo alla fruizione della “cultura”. Nel 2017 i visitatori di musei e gallerie statali in Umbria sono stati 189.544 (di cui 96.015 paganti): 169.780 in provincia di Perugia (89.222 paganti) e 19.764 in quella di Terni (6.793 paganti). Gli introiti sono stati di 479.556 euro di cui 457.490 in provincia di Perugia e 22.065 in quella di Terni. A questi vanno aggiunti i 284 visitatori per un introito di 1.420 euro del Museo archeologico nazionale i Orvieto e della Necropoli etrusca “Crocifisso del Tufo”, che fanno parte dei circuiti mussali statali (visibili con biglietto unico e perciò non conteggiati nella precedente statistica).

Monumenti e archeologia I visitatori di monumenti e aree archeologiche sono stati, invece, 58.378 di cui 34.424 in provincia di Perugia e 23.954 in quella di Terni. I paganti sono stati 23.473 di cui 11.840 in provincia di Perugia e 11.633 nel Ternano. L’introito totale è stato di 63.654 euro di cui 33.664 nel Perugino e 29.990 nel Ternano.

Teatro e musica Passando a teatro e musica, nel 2017 in Umbria ci sono stati 3.065 spettacoli ovvero 346 ogni 100 mila abitanti, dietro solo a Trentino, Toscana, Emilia-Romagna e Lazio. I biglietti venduti sono stati 475.324 cioè 54 ogni 100 mila abitanti. La spesa al botteghino è stata di 6.763.862 euro pari a 7,63 per abitante, più bassa di tutte le regioni del Centro-Nord tranne la Valle d’Aosta ma superiore a quelle del Sud. Il ballo poi ha prodotto 12.756 spettacoli e 510.763 biglietti venduti per una spesa di 4.425.135 euro pari a 4,99 per abitante.

Cinema Infine il cinema, che genera un volume di affari di 11 milioni e mezzo di euro con 57.550 spettacoli per 1.476.107 biglietti venduti e una spesa al botteghino di 8.934.905,94 euro (11.434.322 considerando le spese facoltative come guardaroba o prenotazione). Ogni umbro ha acquistato nel corso dell’anno in media 1,7 biglietti con una spesa pro capite di 10,08 euro al botteghino che diventano 12,89 con i servizi aggiuntivi. Dati in linea col Centro-Nord. Per ogni proiezione, in definitiva, sono stati venduti in media 25,6 biglietti con una spesa media di 198,7 euro.

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