lunedì 10 agosto - Aggiornato alle 05:04

Colussi, si torna al muro contro muro. Sciopero dal 16, l’azienda: «Incomprensibile»

Stabilimento di Petrignano in subbuglio decide la mobilitazione. Reazione dell’impresa: «C’era dialogo in corso»

Lo stabilimento Colussi

Il Gruppo Colussi trova «incomprensibile» la dichiarazione di sciopero da parte dei sindacati. Una scelta, si legge in una nota che «interrompe in maniera inaspettata e violenta un percorso di dialogo e confronto avviato da moltissimi mesi e finalizzato a sostenere lo sviluppo dello stabilimento umbro, obiettivo ora rimesso in discussione». Lo sciopero durante l’assemblea di giovedì è stato proclamato dal 16 dicembre un’ora a turno a oltranza (anche in caso di incontri) su tre punti: rimodulazione dei turni e formazione delle squadre di lavoro, premio di produzione e maggiorazione notturna. A sorpresa, a dare annuncio dello sciopero alla stampa non sono stati i sindacati, ma l’azienda.

Azienda incredula «Il rilancio dello stabilimento di Petrignano – afferma l’azienda – era infatti uno dei punti cardine del Piano industriale del Gruppo Colussi che a questo scopo ha già investito oltre 15 milioni nell’ultimo triennio. Alla base della riorganizzazione, la preannunciata adozione di un nuovo modello organizzativo che ha alla base un programma straordinario di formazione e/o riqualificazione professionale, finalizzato a soddisfare i fabbisogni formativi individuali alla luce delle nuove esigenze tecniche, produttive ed organizzative. In questo modo si renderanno le persone capaci di lavorare su tutte le posizioni della linea, permettendo al singolo lavoratore di variare la posizione con maggior frequenza rispetto a prima. I benefici sono molteplici e toccano molti aspetti, dal punto di vista fisico con movimenti sempre differenti, per la sicurezza del lavoro per la maggior attenzione legata alla non ripetitività dell’azione ma anche per una consapevolezza maggiore del lavoro».

Il nodo turnazione Tale organizzazione, per l’azienda «inevitabilmente, porta ad una specializzazione per linea delle diverse squadre, rendendo impossibile una turnazione perfettamente simmetrica tra tutti i lavoratori. La scelta della squadra – e di conseguenza della linea a cui si viene assegnati – viene fatta anche tenendo in considerazione le caratteristiche e le esigenze di ciascuno e in questa fase iniziale ci sarà ampia disponibilità da parte del Gruppo a soddisfare le richieste di scambio laddove ci fossero esigenze specifiche. Tolta questa richiesta, che per motivi oggettivi non può essere pienamente accolta, su tutti gli altri punti l’azienda ha sempre mostrato piena disponibilità a venire incontro alle esigenze dei lavoratori».

Dialogo interrotto Nello specifico, Colussi fa sapere come «entro la fine di gennaio sarà determinato l’assetto dei turni per tutto il 2020, in anticipo rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale, con un aggiornamento trimestrale per le variazioni legate alla produzione. Per gli altri due punti oggetto delle rivendicazioni – premio di produzione e maggiorazione notturna – la discussione è in fase avanzata di discussione ed era già stato calendarizzato un incontro per il 19 dicembre con l’obiettivo di definire positivamente le questioni. In considerazione del dialogo aperto e della disponibilità del Gruppo a risolvere tutte le questioni aperte – senza mettere in discussione il progetto di rilancio – non si capisce a chi possa giovare la dichiarazione di sciopero e la contestuale astensione dagli straordinari rappresentando invece un sicuro danno per i lavoratori e l’azienda».

Replica dei sindacati Flai Cgil Fai Cisl e Uila Uil Umbria in una nota ribadiscono che, «nel rispetto delle norme, lo sciopero è diritto del sindacato e dei lavoratori. Lo sciopero, deciso nel corso delle assemblee, è quindi confermato nei modi e nei tempi già comunicati all’azienda e presenti anche nella nostra bacheca sindacale. Confermiamo il percorso avviato dai lavoratori: da lunedì 16 dicembre ci sarà lo sciopero di un’ora per turno (ad oltranza con assemblee), le quali daranno nei modi e nelle forme le risposte a tale comunicato. Lo sciopero proseguirà sino a quando l’azienda non darà risposte concrete a quanto richiesto dai lavoratori».

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