venerdì 24 novembre - Aggiornato alle 12:25

Colussi, mercoledì nuovo round in Confindustria. Senza un accordo il 25 entra in campo la Regione

Paparelli in consiglio: «Regione pronta a fare la sua parte, anche la parte datoriale faccia la sua»

I lavoratori Colussi sotto la sede di Confindustria (foto © Fabrizio Troccoli)

A qualche ora dal nuovo round di mercoledì nella sede perugina di Confindustria, si torna a parlare della vertenza Colussi e, in particolare, del ruolo che la Regione può svolgere. «Qualora l’azienda e i rappresentanti dei lavoratori non abbiano a conseguire alcun accordo entro il prossimo 25 novembre convocheremo formalmente le parti». A dirlo, in consiglio regionale, è stato il vicepresidente della giunta Fabio Paparelli rispondendo a un’interrogazione del pd Giacomo Leonelli. Paparelli ha ricordato che dopo l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 125 persone la prima fase della trattativa scadrà il 25 novembre; dopo, se tra azienda e sindacato non c’è un accordo (che al momento pare lontano) può entrare formalmente in campo Palazzo Donini: «Ci saranno ulteriori 30 giorni – ha detto Paparelli – concessi per l’esperimento della cosiddetta fase amministrativa, una fase in cui la Regione è chiamata formalmente a convocare le parti, alla ricerca di una soluzione». Insomma, il limite per trovare un’intesa è Natale.

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La risposta Paparelli nella sua risposta oltre a ricordare tutte le tappe della vicenda è tornato a sottolineare che la Regione è pronta a fare la sua parte («possiamo mettere a disposizione tutti gli strumenti di cui disponiamo») e ha nuovamente chiamato la parte datoriale a fare la propria: «Questa fase chiede una assunzione di responsabilità collettiva – ha detto – anche da parte delle associazioni datoriali che rappresentano questi settori e a cui abbiamo chiesto il 16 ottobre di essere parte dirigente per dare una mano a una possibile soluzione delle vertenze in atto». Con la sua interrogazione Leonelli chiedeva «quali siano gli intendimenti della giunta al fine di tutelare i lavoratori della Colussi di Petrignano visto l’aggravarsi della situazione occupazionale e quindi nel portare all’attenzione del governo tale importante problematica». «Ringrazio Paparelli per la nettezza delle parole – ha replicato il segretario dem – che auspico sia trasmessa anche a chi siederà al tavolo della trattativa e spero che l’elemento nuovo della disponibilità della Regione sia un segnale importante. Fermo restando che l’azienda dovrà attingere a tutti gli strumenti di tutela dei lavoratori, a cominciare dai possibili ammortizzatori sociali».

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Ricci mediatore Sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale di opposizione Claudio Ricci, secondo il quale «occorre sollecitare il Governo, la Regione e i sindacati affinché, unitamente alla Colussi, si possa trovare una soluzione adeguata che medi le esigenze dell’azienda con la tutela del lavoro che oggi è da considerare sacro. Per quanto possibile, anche per i lunghi anni (quasi venti) nei quali ho avuto incarichi amministrativi ad Assisi (fra cui sindaco per due mandati), e avendo sempre apprezzato l’impegno dell’azienda Colussi nello sviluppo dell’impresa, rivolgo un appello al fine di tutelare i posti di lavoro (in particolare al presidente Angelo Colussi) e mi rendo disponibile anche a sostenere attività di mediazione possibile, nei limiti degli ambiti afferenti al mio ruolo istituzionale».

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