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giovedì 24 settembre - Aggiornato alle 17:03

Cia Umbria, tra voci e mail. Bartolini: «Mai firmate, direzione ha votato bilancio e programma futuro»

In una missiva di maggio in 18 avrebbero chiesto dimissioni ma poi nessuno si fa avanti. Il presidente: «Tuteleremo l’associazione»

Matteo Bartolini

di Daniele Bovi e Ivano Porfiri

«Dove c’era un luogo democratico per discutere delle questioni nessuno si è fatto avanti e a noi non risulta nessuna lettera firmata e protocollata». È amareggiato non tanto per se stesso, il presidente della Cia Matteo Bartolini, ma per il danno che «alcuni personaggi in cerca di visibilità» possono procurare, con voci e alcune missive più o meno anonime inviate ai giornali, alla struttura che dirige da due anni e mezzo. Lo palesa, contattato da Umbria24, a cui rilascia alcune dichiarazioni minimizzando la portata di quelle che finora restano mail senza seguito.

Il comunicato non firmato Che succede nelle stanze perugine di via Mario Angeloni, sede della Confederazione italiana agricoltori Umbria? A scuotere una placida giornata agostana è stato un comunicato, arrivato alle redazioni giovedì, in cui non meglio precisati «membri della direzione regionale Cia e associati» sparano ad alzo zero contro il presidente, chiedendone le dimissioni. Di fronte a questa uscita la reazione è stata inviare alle redazioni una nota in cui, a nome dell’associazione e dei suoi organi, si parla di comunicato non ufficiale, si diffidano i giornali dal pubblicarlo minacciando querele e si spiega che è stato inviato senza l’approvazione della direzione. In più, si assicura che i problemi sollevati «non trovano in nessun modo riscontro nella realtà» e che, il 30 giugno, è stato approvato a maggioranza (con soli 3 astenuti) il bilancio 2019, il preventivo 2020 ma soprattutto è stato approvato il programma di lavoro per il restante anno e mezzo di mandato dell’attuale gruppo dirigente con l’istituzione di due gruppi di lavoro con la stessa direzione approvati all’unanimità.

La lettera di maggio Ma per capire questa uscita pubblica bisogna mettere sul tavolo un’altra mail, datata 22 maggio, mai arrivata alle redazioni, in questo caso con apposti 18 nomi sui 34 della direzione (ma alcuni non sarebbero neppure iscritti alla Cia) in cui si chiede a Bartolini di fare un passo indietro. Due paginette in cui si esprime «la più viva preoccupazione per la situazione in cui si trova la Cia Umbria, sia per l’efficacia dell’attività di rappresentanza che quella di gestione». I 18 parlano della messa in liquidazione della Dop dell’olio regionale e del rinnovo degli organi dei consorzi di bonifica in cui l’associazione ha perso posizioni a favore di Coldiretti (la Cia è storicamente l’associazione del mondo agricolo che guarda al centrosinistra): «Potremmo altresì citare – aggiungono – le questioni inerenti il tabacco, la zootecnia, la Camera di commercio, la filiera del nocciolo, rispetto alle quali si fa veramente fatica a intravedere un progetto politico, ma è chiara a tutti l’assenza della discussione interna e della centralità della nostra organizzazione sui tavoli decisionali». Al cahier de doléances si aggiungono la mancata convocazione della direzione da fine giugno 2019 e i dubbi sulla situazione economico-finanziaria dell’associazione. Tutti motivi per cui si chiedono le dimissioni.

Lettera mai firmata Ma proprio su questa mail Bartolini intende puntualizzare che «quando è arrivata, non ci siamo tirati indietro. Anzi, abbiamo chiesto che ai nomi fossero affiancate le firme e che fosse protocollata per poterla discutere negli organi ufficiali. E in quel contesto abbiamo convocato la direzione il 30 giugno per approvare il bilancio. Ma nessuno ha firmato la lettera e nessuno ha posto questioni nelle sedi ufficiali. È lì, non altrove che bisogna tirare fuori i problemi e confrontarsi per cercare di risolverli». Tanto che il bilancio, appunto, passa con tre soli astenuti. Anche perché, se ci fosse stata davvero una maggioranza per sfiduciare il presidente, sarebbe stato difficile per lui restare al suo posto.

Twitter @DanieleBovi

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