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lunedì 25 ottobre - Aggiornato alle 12:12

Chiusura delle filiali, confronto tra Anci e Banca d’Italia: «Non si possono far morire i territori»

I sindaci: «Scelte legittime dal punto di vista legislativo, ma forse non sociale ed etico». Via a una mappatura della carenza di sportelli

Uno sportello bancario

«La digitalizzazione del sistema bancario, la tecnologia e le scelte economiche e imprenditoriali del sistema creditizio, pur legittime da un punto di vista legislativo, ma forse non sociale ed etico, non possono contribuire a far morire i nostri territori, a causa della mancanza di servizi essenziali»: così Anci Umbria e il Coordinamento dei Piccoli Comuni dell’Umbria hanno introdotto, nel corso di un confronto online con i vertici di Banca d’Italia, la questione della chiusura di filiali bancarie, soprattutto nelle aree interne. Solo negli ultimi sei anni, come riportato da Umbria24 nelle scorse settimane, in Umbria sono stati chiusi 120 sportelli e tagliati circa 900 posti di lavoro.

BANCHE, IN UMBRIA IN 6 ANNI CHIUSI 120 SPORTELLI

Grido di allarme Anci Umbria e il Coordinamento hanno tracciato una panoramica completa sulla situazione attuale, scandita, in molti comuni, dall’assenza di sportelli bancari o prossimi alla chiusura, di assenza di fibra ottica, in alcuni casi, di trasporto pubblico, in un contesto caratterizzato da sempre meno nascite e da una popolazione prevalentemente anziana. Le due associazioni hanno raccolto il grido di allarme lanciato da molti sindaci umbri, cui si è aggiunto quello di cittadini e imprenditori.

LA CARENZA DI MEDICI DI FAMIGLIA IN UMBRIA

I problemi È stato, inoltre, annunciato – spiega Anci – che queste problematiche saranno tema anche del prossimo Coordinamento nazionale dei Piccoli Comuni, in programma a ottobre. La questione, insieme a quella di Poste e dei medici di medicina generale, è stata già sottoposta all’attenzione dei parlamentari umbri. Banca d’Italia si è detta interessata al confronto e disponibile al dialogo; ha quindi evidenziato come occorra trovare un punto di equilibrio fra la digitalizzazione del sistema creditizio e la necessità di assicurare servizi essenziali alla popolazione, proprio in considerazione del fatto che le banche sono un soggetto imprenditoriale privato. L’incontro si è concluso con la proposta di convocare un successivo momento di confronto con le associazioni di categoria e di fare una mappatura precisa della carenza di sportelli bancari sul territorio.

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