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lunedì 12 aprile - Aggiornato alle 08:44

Cgil: «Per i terremotati quinta Pasqua nella casette, mentre residenti e redditi diminuiscono»

Il sindaco in pressing per accelerare sulla ricostruzione così da avviare il confronto sul futuro economico e sociale della Valnerina

Corso Sertorio a Norcia

«Quinta Pasqua nella casette, mentre lo spopolamento avanza». Questa la riflessione del Venerdì santo che arriva dai pensionati della Valnerina attraverso i sindacalisti Mario Bravi e Alessandro Vergari che, insieme ad Angelo Scatena, responsabile Cgil dell’area terremotata, evidenziano sia la lieve flessioni di abitanti registrata a Norcia negli ultimi otto anni, che i redditi al di sotto della media regionale e nazionale dei lavoratori e degli stessi pensionati: «Tutto ciò rende quanto mai necessario riaprire il confronto sul futuro economico e sociale di Norcia e della Valnerina».

Residenti In particolare, il sindacato sulla ricostruzione post sisma, pur ammettendo che «dopo gli interventi del nuovo commissario Giovanni Legnini si incomincia a intravedere una lenta ripresa», evidenzia la necessità di «accelerare, perché il tempo non è una variabile indipendente: dopo cinque lunghi anni Norcia e la Valnerina si vanno spopolando e non bisogna vincere solo la sfida della ricostruzione, ma va sconfitto anche l’abbandono di quei territori, che rappresentano l’anima vera e autentica dell’Umbria».

Redditi Per evidenziare le criticità del territorio la Cgil, con Mario Bravi, mette sul piatto alcuni dati, come quello Istat sugli abitanti di Norcia, «passati dai 4.896 abitanti del 2012 ai 4.724 del 2020 con una perdita del 2,5 per cento» e quello sulla presenza degli «immigrati stranieri che passano dai 453 del 2012 ai 466 del 2020, con un aumento del 2,2 per cento».

Rilancio Sotto la lente del sindacato, però, finiscono anche gli indicatori reddituali, con Norcia che fa rilevare un «reddito medio pari a 17.008 euro lorde annue, il 7 per cento in meno del reddito medio regionale e il 12 per cento in meno del dato nazionale», coi pensionati che analogamente «percepiscono una pensione di vecchiaia media mensile pari a 948 euro, il 5 per cento in meno rispetto alle già basse pensioni medie a livello regionale, il 13 per cento meno della media delle pensioni presenti sul territorio nazionale».

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