mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 11:25

Centrali Enel, a Pietrafitta è stato di agitazione e a Bastardo i sindaci chiedono chiarezza

Nella prima protesta per chiedere migliori condizioni occupazionali. I sindaci di Giano e Gualdo: «Azienda prende in giro le comunità locali»

Una parte dell'impianto di Pietrafitta

È stato di agitazione alla centrale Enel di Pietrafitta, con blocco degli straordinari dall’11 agosto all’8 settembre. La mobilitazione è stata decisa dalla Filctem Cgil, con l’appoggio della maggioranza dei lavoratori, con l’obiettivo di ottenere «un miglioramento delle condizioni occupazionali e in particolare della distribuzione dei carichi di lavoro». Il sindacato contesta infatti il dimensionamento previsto da Enel, che porterà le unità operative in centrale a 24, numero che «non consente una copertura dei turni adeguata senza il ricorso allo straordinario, né una corretta distribuzione dei carichi in un impianto che attualmente funziona a ciclo continuo e sette giorni su sette».

Stato di agitazione La decisione di indire lo il blocco degli straordinari è maturata mercoledì, dopo una riunione tra i lavoratori e la Filctem Cgil che si è svolta nel piazzale della centrale, visto che l’azienda aveva negato l’uso della sala interna fuori dall’orario di lavoro. «Il nostro obiettivo naturalmente è quello di ripristinare al più presto corrette relazioni sindacali e arrivare ad un’intesa con Enel – commenta Euro Angeli, segretario generale della Filctem Cgil di Perugia – ma al tempo stesso siamo pronti a portare avanti la mobilitazione qualora l’atteggiamento di chiusura dell’azienda dovesse permanere».

Bastardo Al centro delle polemiche in queste ore anche la centrale di Bastardo: «Dopo un mese di incontri per avviare un percorso che porti a individuare le linee guida per il futuro della centrale Enel di Bastardo – dicono Manuel Petruccioli ed Enrico Valentini, sindaci di Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo -, i vertici dell’azienda continuano a prendere in giro le comunità locali con vaghe promesse a cui non seguono impegni concreti. In questo senso è pronta un’interrogazione parlamentare volta a scongiurare l’abbandono del sito da parte di Enel».

Il futuro L’11 luglio scorso a Roma, nella sede di Enel, si era discusso del futuro dell’impianto e lì «abbiamo appreso – dicono ancora i sindaci – che Enel ha incontrato i partecipanti al bando Futur-e senza informare né coinvolgere le istituzioni locali, come precedentemente promesso, né avviare alcuna delle sbandierate progettualità per il sito. Al nostro reiterato appello affinché Enel resti nel territorio – continuano Petruccioli e Valentini, che promettono battaglia – è stato risposto con un’accelerazione nella cessione del sito e, a oggi, appaiono nebulose le intenzioni manifestate in relazione a un futuro coinvolgimento di Enel nel sito produttivo di Ponte di Ferro, anche dopo un’eventuale cessione ai privati».

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