lunedì 19 agosto - Aggiornato alle 19:55

Centrale di Pietrafitta, la denuncia della Cgil: «Basta una malattia per mandare in crisi il sistema»

La Filctem: «In un solo mese più di 100 ore di straordinario, compromessi i normali riposi. Servono investimenti»

Una parte dell'impianto di Pietrafitta

«Ogni giorno che passa ci rendiamo conto di quanto sia difficile far valere diritti e dignità dei lavoratori del settore elettrico». Ad affermarlo in una nota è Euro Angeli, segretario generale della Filctem Cgil di Perugia, che denuncia come alla centrale di Pietrafitta, dove da giorni è scattato lo stato di agitazione, si sia verificato quello che il sindacato da tempo annunciava: «Il sovrapporsi di ferie e malattia per i turnisti della centrale in esercizio ha generato in un solo mese più di 100 ore di straordinario, compromettendo i normali riposi e imponendo in alcuni casi turni di 12 ore, proprio per garantire un servizio primario». «Ora – continua Angeli – un’azienda di queste dimensioni, con questi fatturati, può permettersi di coprire le sue mancanze, che avevamo ripetutamente denunciato, soltanto grazie al senso di responsabilità dei lavoratori e costringendoli a rinunciare alle proprie ferie?». Per Angeli, dopo 12 mesi di «senso di responsabilità, con ore e ore di straordinario e reperibilità oltre a quanto consentito dal contratto nazionale, è giunto il momento di prendere atto del fatto che un personale così ridotto è destinato a creare continuamente disagi all’organizzazione del lavoro, ai lavoratori e alle proprie famiglie».

I problemi «Per fortuna parliamo di un impianto che è ritornato strategico dopo tre anni di quasi totale inattività – continua il segretario Filctem – di conseguenza servono investimenti che renderebbero sicuramente più efficiente l’impianto e soprattutto ridurrebbero le numerose fermate per guasti, che fanno perdere centinaia di migliaia di euro di fatturato. Ma questo per l’azienda viene dopo la riorganizzazione e riduzione del personale, a tutti i costi, come se il personale fosse la causa di inefficienze e chissà cosa altro», continua Angeli. «L’imprevisto inaspettato, una banale malattia, purtroppo fa parte della nostra vita e della realtà di ogni azienda e per conto nostro se ne deve far carico Enel e non i lavoratori – conclude il segretario Filctem – Basterebbe poco per evitare tutto questo: una persona in più, con una adeguata formazione, fatta in previsione delle uscite con tempi congrui, i giusti investimenti tecnologici e adeguate e tempestive manutenzioni. Questo consentirebbe anche di garantire un lavoro e una vita sicuramente più serena e dignitosa per tutti, e fatturati sicuramente maggiori».

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