giovedì 18 luglio - Aggiornato alle 02:39

Cemento di Spoleto per la Metro C di Roma, ma futuro in bilico: «Attenzione massima»

Dalla Lega al Partito comunista tutti sintonizzati sulla fase delicata che coinvolge 81 lavoratori

Il presidio dei lavoratori (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

I forni sono spenti, ma il cemento di Spoleto che si continua a vendere in questi giorni è diretto ai cantieri della linea C della Metropolitana di Roma in costruzione. Una commessa molto importante, seppur l’unica, che rischia di essere risucchiata nel processo di cessione avviato da Italcementi, in base al quale entro il primo aprile lo stabilimento di Spoleto e i suoi 81 lavoratori devono essere trasferiti da Cemitaly a un’altra società creata ad hoc, ossia Spoleto cementi, entrambe del Gruppo. Lo scorporo ha come obiettivo dichiarato la vendita, una mossa propedeutica per farsi trovare pronti da eventuali acquirenti. In bilico, come noto, non ci sono solo i dipendenti diretti, ma anche una cinquantina di posti di lavoro legati all’indotto, dove il pezzo più importante è rappresentato dalla dozzina di ditte del Consorzio autotrasporti. Italcementi, poi, ha anche paventato che senza vendita procederà alla chiusura del sito di Spoleto, che non rientra più negli asset del Gruppo in fase di riorganizzazione su tutto il territorio nazionale.

SINDACO: CI SONO ACQUIRENTI INTERESSATI
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«Attenzione massima» In questo quadro, si muovono le forze politiche. Il Pd e il M5s hanno già parlato nei giorni scorsi, col primo che ha annunciato l’incontro tra i lavoratori e il vicepresidente della Regione con delega allo sviluppo economico Fabio Paparelli. Mercoledì, però, si è mossa la Lega col gruppo consiliare che ha incontrato «una folta rappresentanza di lavoratori», per ascoltare la fase attraversata e assicurare di aver «già contattato – si legge in una nota – i vertici nazionali del partito, i nostri consiglieri in Regione e i parlamentari umbri della Lega, affinché il livello di attenzione su tale vertenza sia massimo. Assicuriamo un forte impegno per fare in modo che vengano battute tutte le strade per la salvaguardia occupazionale e quella della funzionalità dell’impianto». Sulle sorti dello stabilimento anche Maria Elena Bececco coi consiglieri di Alleanza civica e Spoleto popolare che «seguono attentamente la vicenda, auspicando che si possano aprire delle opportunità. Al più presto chiederemo un incontro con le sigle sindacali e con i lavoratori del cementificio, colpito dalla probabile vendita, dal rischio ridimensionamento o ancor peggio alla chiusura». A fiutare che tira brutta aria è anche il Partito comunista, secondo cui «ammesso e non concesso che si riesca ad evitare la chiusura dello stabilimento le prospettive sembrano ridursi allo stop della produzione e al mantenimento della sola macinazione: tale situazione porterebbe verosimilmente a una perdita del 50 per cento dei posti di lavoro: l’alternativa per mantenere il forno acceso sarebbe il consenso all’incenerimento di Css».

@chilodice

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