lunedì 23 settembre - Aggiornato alle 17:31

Cementificio di Spoleto in vendita, operai restano in agitazione. Sindaco: «Ci sono acquirenti interessati»

Italcementi ha paventato la chiusura nel caso saltasse la cessione. Paparelli incontra gli operai

Ex Cementir di Spoleto

di Chia.Fa.

Confermato lo stato di agitazione, con blocco degli straordinari e cambi turno, più l’adesione allo sciopero nazionale del comparto in programma il 15 marzo. Questa la decisione dell’assemblea dei lavoratori del cementificio di Spoleto, da inizio 2018 in mano a Italcementi, che nei giorni scorsi ha annunciato la cessione: senza vendita, è il messaggio, il sito produttivo dell’Alta Marroggia è destinato alla chiusura.

Confermato stato di agitazione In questo senso, nelle ultime ore, il sindaco Umberto De Augustinis ha detto di essere stato «informato dell’interessamento di alcuni acquirenti», come già emerso al tavolo di lunedì tra azienda e sindacalisti, ma le carte restano scoperte. Intanto restano spenti i forni e vuoti i magazzini di carbon cook e clinker, ma i lavoratori resteranno in questa fase cruciale al proprio posto, chi era ai forni svolgerà attività di manutenzione, ma all’assemblea coi delegati sindacali Claudio Aureli (Fillea-Cgil) ed Emanuele Petrini (Filca-Cisl) i lavoratori hanno chiesto informazioni sul funzionamento degli ammortizzatori sociali. L’area, insomma, non è buona e sabato mattina davanti allo stabilimento arriverà il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, per un incontro coi lavoratori e i sindacati.

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Sindaco: «Ci sono acquirenti interessati» Intanto, a parlare è il sindaco che sta «seguendo l’evolversi della situazione giorno per giorno, consapevole – su legge in una nota – del passaggio delicato che i lavoratori e le loro famiglie stanno vivendo», con gli impianti e le maestranze che entro il primo aprile Italcementi conta di trasferire da Cemitaly a Spoleto cementi appena costituita, proprio con l’intento di “scorporare” e vendere. Oltre ai dipendenti diretti, alla sorte dell’impianto ex Cementir sono legate anche una dozzina di aziende di autotrasporto, con circa 35 dipendenti complessivi. Anche in questo senso De Augustinis parla del cementificio di Spoleto come di «una realtà produttiva molto importante per il territorio, che ha contribuito allo sviluppo economico dello Spoletino e a cui va necessariamente data una prospettiva, scongiurando il prima possibile ipotesi di ridimensionamento o, addirittura, di chiusura». Ma entrambe sono molto concrete, anche in caso di vendita, infatti, l’unico cementificio del cratere umbro del sisma rischia di subire pesanti tagli al personale e alle attività. «Siamo stati informati – va avanti De Augustinis – dell’interessamento di alcuni acquirenti, pur non disponendo al momento di ulteriori dettagli: nei limiti delle nostre possibilità, lavoreremo affinché si arrivi ad una soluzione positiva e garantiamo fin d’ora la massima vicinanza ai lavoratori, disponibili come sempre a fornire loro tutto il sostegno e l’aiuto di cui possiamo come amministrazione comunale».

Arriva Paparelli A intervenire anche il Pd di Spoleto che per il 9 marzo ha organizzato davanti allo stabilimento un incontro tra lavoratori, sindacalisti e il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli, che comunque per il 25 marzo ha convocato Italcementi per un confronto. «Seguiamo con attenzione e preoccupazione tutta la vicenda relativa alla vendita della ex Cementir: laddove risultasse confermata la cessione, il Pd chiede alla nuova proprietà di porre la massima attenzione ai livelli occupazioni auspicando un rilancio dell’azienda sia a livello produttivo che commerciale».

M5s: «Solidarietà e attenzione alta» Sulla vicenda interviene anche il Movimento 5 stelle che, alcune settimane fa, aveva depositato un esposto in procura sul cementificio di Spoleto, attraverso gli europarlamentari Pedicini e Agea. In una nota si legge che «il futuro della cementeria non è ancora abbastanza chiara, ma è evidente che potrebbe essere in atto una dismissione di attività, beni immobili e strumentali che deve essere intercettata subito. Non dimenticando inoltre che sarebbe inaccettabile l’ennesimo mostro abbandonato nelle nostre campagne, restando in capo all’azienda la bonifica dei luoghi. Abbiamo già provveduto ad informare il Mise inviando un aggiornamento sulla situazione del sito industriale di Spoleto. È triste constatare come questa sia l’ennesima chiusura annunciata di un’azienda nel territorio. Ora, quindi, è necessario tutelare il futuro di questa azienda e, in particolar modo, i diritti dei numerosi lavoratori e delle loro famiglie, a cui esprimiamo solidarietà e vicinanza».

@chilodice

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