mercoledì 26 giugno - Aggiornato alle 05:02

Cementificio di Spoleto, senza vendita sarà chiusura: forni spenti e magazzini vuoti

Futuro in bilico per 80 lavoratori di Italcementi e una dozzina di aziende di autotrasporto: «Nel 2018 produzione a picco»

Il presidio dei lavoratori ex Cementir

di Chiara Fabrizi

Settimane cruciali per il futuro del cementificio in vendita, cui sono appese le sorti di ottanta lavoratori diretti e di un’altra cinquantina legati all’indotto, tra cui rientrano anche le dodici aziende di autotrasporto. Si trema a Spoleto per lo stabilimento produttivo dell’Alta Marroggia, rilevato a inizio 2018 dal Italcementi che, lunedì pomeriggio, ne ha ribadito la cessione, paventando la chiusura nel caso in cui non si centrasse la vendita.

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Senza vendita sarà chiusura A confermare il quadro nerissimo, a margine del lungo incontro tra sindacalisti, operai rsu e rappresentanti del Gruppo, sono direttamente Claudio Aureli della Fillea-Cgil ed Emanuele Petrini della Filca-Cisl. Loro dopo il confronto hanno incontrato la ventina di lavoratori riunitisi spontaneamente in presidio davanti ai cancelli, mentre l’assemblea con tutti resta in programma per martedì: «Spoleto non rientra più negli asset di Italcementi – dice Aureli – e il trasferimento di impianti e maestranze alla neo costituita Spoleto cementi srl è propedeutica alla cessione. Se ci sono interessamenti? A loro dire ce ne sono, ma non hanno fatto nomi». Si resta quindi in attesa, ma non fermi:  «L’azienda ha accettato di partecipare all’incontro in Regione fissato per il 25 marzo, quando forse – dice Petrini – qualche elemento in più sulla vendita potrà essere fornito, ma la preoccupazione è grande». Sì, perché anche in caso di cessione il cementificio di Spoleto rischia un drastico ridimensionamento, che potrebbe comportare il taglio di organici e delle produzioni. All’orizzonte, insomma, nulla di buono.

Forni spenti e magazzini vuoti Intanto, venerdì scorso «sono stati spenti i forni – spiegano le rsu Proietti Picotti e Petrini  – ma il problema vero è che sono stati interrotti gli approvvigionamenti: finito il carbon cook che alimenta l’impianto e finito pure il clinker», con cui si fa il cemento. Al tavolo di lunedì pomeriggio Italcementi ha indicato come data di ripartenza degli impianti il 25 aprile, ma nella migliore delle ipotesi per quella data potrebbe essere avvenuta la cessione e sarà da capire a quel prezzo. Davanti ai cancelli insieme ai lavoratori anche Eugenio Cernigliaro, presidente del Consorzio degli autotrasportatori, «composto da dodici ditte e 35 lavoratori che – dice – da quaranta anni lavorano con questo sito produttivo, disponendo di mezzi che sono specifici per il trasporto del cemento e che non possiamo riconvertire per altri tipi di trasporto. Se il 2018 è stato un anno difficile? Difficilissimo direi, perché la produzione è stata dimezzata, investimenti non ne sono stati fatti, così come le manutenunzioni, mentre pure sul fronte commerciale lo stabilimento è stato spogliato». E ora viene venduto.

@chilodice

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