lunedì 19 agosto - Aggiornato alle 12:32

Cementificio di Spoleto, aperture da Colacem per evitare licenziamenti alla cava

Rassicurazioni anche sull’indotto degli autotrasportatori che da Gubbio trasferiranno il clinker da macinare

Cava del cementificio di Spoleto (foto Fabrizi)

di C.F.

Colacem cerca una soluzione per scongiurare il licenziamento dei sette lavoratori della cava di Santo Chiodo, in ferie forzate dal 31 marzo scorso, quando la vecchia proprietà del cementificio di Spoleto ha revocato senza preavviso il contratto alla ditta Team Network di cui sono dipendenti. In questo senso, la Colacem di Gubbio, che il primo aprile scorso ha acquistato da Italcementi il sito produttivo, ha preso contatti con l’azienda terza in questione, paventando la possibilità di avviare una serie di interventi di manutenzione all’interno della cava, utilizzando il personale in organico. Al momento, infatti, il forno del sito produttivo di Sant’Angelo in Mercole resterà spento e qui, almeno in questa fase, si procederà esclusivamente alla macinazione del clinker che arriverà da Gubbio. La proposta è stata accettata a larga maggioranza dei lavoratori del cementificio, un’ottantina quelli in organico e che in assemblea hanno detto sì al clinker per evitare lo stop definitivo delle attività.

Soluzione per i sette della cava A confermare gli spiragli per i sette lavoratori della cava sono i sindacalisti Emanuele Petrini della Cisl e Claudio Aureli della Cgil, tornati a discutere coi vertici della nuova proprietà, al tavolo siedono il capo del personale Massimo Angeli e il responsabile relazioni industriali Paolo Rogari: «Ci sono state aperture da parte dell’azienda – dice Petrini – e riteniamo che ci siano buone possibilità di scongiurare i licenziamenti dei sette lavoratori». Tra le opzioni per salvare i posti di lavoro vengono vagliate anche quelle per l’eventuale ricollocamento in ditte terze per l’estrazione di cui si avvale Colacem a Gubbio e in altri siti, ma sarà da capire a quali condizioni.

Rassicurazione su autotrasportatori Dalla nuova proprietà sono arrivate anche rassicurazioni sui contratti con gli autotrasportatori che rappresentano il pezzo più importante dell’indotto, con una cinquantina di addetti. «Loro saranno chiamati – ha detto Aureli – a trasferire da Gubbio a Spoleto il clinker». Da capire i volumi che si intende macinare nell’impianto dell’Alta Marroggia, dove la nuova proprietà ha anche annunciato piccoli investimenti nell’area di insacco e di scarico del clinker, mentre si prova a rimettere in moto l’area commerciale per recuperare vecchi clienti e acquisirne di nuovi. Tutta de definire la riorganizzazione dello stabilimento e quindi della forza lavoro che, con la sola macinazione, è a rischio tagli. Di esuberi non si è ancora parlato, ma non è escluso che martedì, al tavolo convocato in Regione con Colacem e parti sociali, possa aprirsi il capitolo ammortizzatori sociali.

@chilodice

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