martedì 23 luglio - Aggiornato alle 20:10

Cementificio di Spoleto, licenziati i sette lavoratori della cava: nuovo summit

Petrini della Cisl: «Chiederemo riassunzione a tempo indeterminato». Usb: «Non ci sono garanzie»

Cava del cementificio di Spoleto (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

Nuovo summit con Colacem martedì per il ricollocamento dei sette lavoratori della cava. Sì, perché mercoledì sono stati firmati gli accordi individuali con l’azienda siciliana Team Network, che ha operato a Santo Chiodo (Spoleto) fino al 31 marzo scorso, ma che non si è vista rinnovare il contratto dalla nuova proprietà del cementificio di Sant’Angelo in Mercole (Spoleto). Agli addetti della cava sono state riconosciute tutte le spettanze e un incentivo all’esodo di 500 euro, che saranno versate in due rate tra maggio e giugno. Ma a preoccupare è il futuro dei sette lavoratori, per i quali la nuova proprietà ha assicurato al tavolo sindacale la riassunzione dei sette lavoratori da parte di una ditta che si occupa dell’attività estrattiva per il Gruppo Colacem.

Licenziamenti e paura Tuttavia il confronto è ancora da iniziare e martedì al tavolo dovrebbero sedersi soltanto i manager della nuova proprietà, non anche il titolare dell’impresa in cui dovrebbero essere ricollocate le maestranze della cava di Spoleto. Quello che è certo fin da ora, invece, è che la sede di lavoro dei sette sarebbe Gubbio, non più Santo Chiodo, dove ancora non si è centrato il trasferimento delle concessioni all’estrazione tra Italcementi e Colacem, né per ora è definita la sorte della cava nel piano industriale che la nuova proprietà dovrà presentare per il cementificio di Spoleto con un’ottantina di lavoratori in organico. Al tavolo di martedì ci sarà Emanuele Petrini della Cisl, l’unico sindacato rappresentato alla cava: «Chiederemo – dice il sindacalista – la riassunzione a tempo indeterminato dei lavoratori, il riconoscimento economico per le trasferte a Gubbio e discuteremo delle sorti della cava, perché – spiega – i lavoratori fanno sacrifici nella prospettiva di tornare a lavorare a Santo Chiodo».

Usb: «Incredibile assenza di impegni formali» A esprimere «forte preoccupazione» per il futuro dei sette operai è anche l’Usb che, con Ettore Magrini, denuncia «l’incredibile assenza di impegni precisi riguardo il futuro» dei sette addetti della cava, mentre anche le sorti del cementificio «sono del tutto aleatorie». Da qui la domanda di Magrini: «Colacem ha comprato l’ex Cementir solo per eliminare un concorrente diretto? Ma se era questo il sentore perché chi avrebbe dovuto opporsi a una vendita al buio non ha richiesto impegni formali all’acquirente prima del cambio di proprietà?».

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