giovedì 23 maggio - Aggiornato alle 09:13

Caso Briccialdi di Terni, i prof: «Vertice al ministero e stoppiamo l’occupazione»

Docenti chiedono lumi sui conti dell’istituto e la disponibilità della presidenza a partecipare al tavolo con sindacati e Rsu

Alla richiesta della Pellegrini di lasciare Palazzo Giocosi Mariani in serata, lunedì i docenti hanno risposto picche e proprio tra le mura dell’istituto musicale Briccialdi hanno trascorso la notte per dare seguito all’occupazione annunciata. Martedì la proposta arriva dai docenti all’indirizzo della numero uno: «Chiediamo – scrivono le Rsu – per porre fine all’occupazione, che la presidenza e l’amministrazione comunale rispondano positivamente all’invito, che sarà a breve formalizzato dalle organizzazioni sindacali, di concerto con il MiUR, per un tavolo congiunto, favorendone ed accelerandone la realizzazione».

Briccialdi occupato Questa la nota elaborata dai prof dopo l’incontro con il vicepresidente della Regione Umbria Fabio Paparelli, che ha voluto chiarire alcuni aspetti che riguardano il possibile coinvolgimento della Regione nel processo di statalizzazione dell’Istituto. «Il vicepresidente – riferiscono gli insegnanti di via del Tribunale – si è reso disponibile a un urgente tavolo presso il MiUR, congiuntamente al sindaco di Terni e al presidente dell’istituto e alle organizzazioni sindacali e Rsu, dichiarando sin da ora la disponibilità della Regione Umbria ad assumere un ruolo analogo a quello già garantito durante il processo di statizzazione dell’Accademia di Belle Arti Vannucci di Perugia». Per le rappresenanze sindacali unitarie si è trattato di «un importante gesto di apertura avvenuto a seguito dell’occupazione dell’istituto, un primo significativo risultato dell’enorme e responsabile sforzo dei docenti».

Terni I prof del Briccialdi sono probabilmente convinti che un vertice al ministero dell’Università e della ricerca possa essere l’occasione per discutere con tutte le parti coinvolte della situazione attuale dell’istituto, con particolare riferimento a quella debitoria, nonché delle chances di realizare la tanto attesa statalizzazione, senza che i conti in rosso costituiscano un ostacolo. Nel corso dell’incontro pubblico di lunedì i docenti hanno chiesto più volte di vedere i bilanci: il consiglio di amministrazione dovrebbe approvare il consuntivo 2018 nei prossimi giorni e i professori non avrebbero mai visto le carte. Il loro mancato coinvolgimento nei processi decisionali è tra le ragioni della loro protesta volta a sensibilizzare tutte le istituzioni con capacità di intervento.

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