martedì 20 agosto - Aggiornato alle 09:39

Carburanti, Perugia la città coi prezzi medi più bassi: possibili risparmi fino a 654 euro

Altroconsumo: pieno più conveniente nei self service e nei centri commerciali. Il peso delle accise e di una rete inefficiente

Un distributore

È Perugia la città con i prezzi medi della benzina più bassi, più convenienti nei self service e centri commerciali. È quanto emerge da una indagine di Altroconsumo che, utilizzando i dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mise, ha preso in esame 1.100 distributori in 6 città italiane per capire quali siano le scelte più convenienti in tema di carburante, scelte che possono arrivare a far risparmiare 672 euro l’anno (considerando 2 pieni al mese, da 50 litri ciascuno). Altroconsumo ha preso in esame i prezzi medi dichiarati a Milano e Roma, le due più grandi città italiane; Trieste in quanto città transfrontaliera prossima a due paesi – Croazia e Slovenia – con prezzi sensibilmente più bassi dell’Italia; Palermo e Cagliari, due città vicine ad importanti raffinerie e che quindi dovrebbero beneficiare di un accesso ai rifornimenti più rapido e, almeno in teoria, avere prezzi più bassi; Perugia, perché – al contrario – è una città interna e fuorimano.

Perugia La palma della città più conveniente fra le sei esaminate va a Perugia: per quanto riguarda la benzina 1,56 euro è il prezzo medio praticato dai distributori low cost, 1,49 euro dai centri commerciali e 1,65 euro dai più noti marchi. In città secondo l’analisi di Altroconsumo la forbice tra il prezzo minimo e quello massimo è del 37% per la benzina e del 39% per il diesel. Scegliendo il distributore meno caro si possono risparmiare fino a 654 euro per la benzina e 642 per il gasolio, con un risparmio medio del 10% se si opta per il self service. Dall’altra parte invece Palermo e Cagliari sono le città dove ci sono i prezzi più alti. Le differenze tra città però non sono particolarmente ampie: la variazione di prezzo non arriva infatti al 6% (per il gasolio al 7%).

I numeri Quelle più rilevanti si riscontrano invece confrontando diversi distributori nella stessa città arrivando ad oscillazioni del 30% (picco del 40% per il diesel a Roma). Trieste è la città con i prezzi più stabili con variazioni del 17% per la benzina e 20% per il gasolio. Traducendo le percentuali in euro, considerando due pieni al mese da 50 litri ciascuno si arriva a risparmiare 670 euro l’anno se si possiede un’auto a gasolio (Roma), e 672 se l’auto è a benzina (Cagliari). Quanto al risparmio che si può ottenere grazie al self service, la vera differenza la fa il tipo di insegna: all’interno di una stessa città i centri commerciali offrono i prezzi più convenienti, seguiti dalle insegne minori o dai low cost. Le insegne di marca presentano generalmente i prezzi più elevati, anche se questo non è vero in assoluto: a Cagliari e Trieste, ad esempio, distributori di marca propongono prezzi mediamente più bassi dei low cost. A chiudere il quadro dall’inchiesta è emerso che nelle circonvallazioni il prezzo è in media più alto (+13%), e che anche in autostrada si spende di più rispetto alle insegne più convenienti situate all’interno delle città.

Rete inefficiente «I risultati della nostra indagine – commenta Ivo Tarantino, responsabile relazioni esterne di Altroconsumo – ci restituiscono uno scenario variegato. Per essere certi di risparmiare suggeriamo di controllare sempre i prezzi esposti dal distributore». «In linea più generale, l’elevato prezzo dei carburanti in Italia è dovuto principalmente all’inefficienza della rete distributiva. Nel nostro paese ci sono 21 mila distributori, il doppio di quelli presenti in Francia o in Germania: uno scenario che non garantisce maggiore concorrenza e quindi prezzi più bassi ma, al contrario, una vendita minore di carburante (un terzo rispetto a quello di altri paesi europei) e quindi prezzi più elevati. Una rete efficiente avrebbe bisogno di meno distributori e di un’offerta maggiormente diversificata».

Il peso delle accise Sulla composizione del prezzo, analizzando i dati forniti dalla Commissione europea si riscontra che in Italia il prezzo della benzina e gasolio è tra i più alti con 13-15 centesimi in più a litro rispetto alla media comunitaria. Oltre ai limiti della rete distributiva, sul prezzo italiano influiscono soprattutto le accise: su 10 euro spesi, 6,30 sono di tasse (nel caso del diesel 5,90 euro). Nel nostro paese il fisco trattiene (sempre su 10 euro) 1,60 euro in più rispetto alla media europea, in percentuale il 17% in più sulla benzina e il 21% in più sul diesel. Oltre alle accise, però, c’è anche l’Iva che viene applicata non solo sul prezzo del carburante, ma anche sulle accise stesse.

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